TRIA RILANCIA SU CONTRASTO A ILLEGALITA’ E FRODI
Matteo Salvini chiede di chiudere le cartelle Equitalia sotto i 100mila euro, mentre il ministro dell’economia Tria sostiene che dal contrasto all’illegalita’ e alle frodi possono derivare maggiori risorse per ridurre le tasse. E Moscovici loda il suo impegno ‘per il rispetto del quadro comune Ue’. Tria rinnova cosi’ il suo impegno nella lotta all’evasione nel giorno in cui la Gdf ha resto noti i dati sui 5 miliardi di danni all’erario derivanti dagli appalti irregolari, con mille grandi evasori che hanno sottratto al fisco 2,3 miliardi.
“Onore alla Guardia di Finanza”, che ha scovato 13 mila evasori totali e 1.000 grandi evasori che hanno sottratto alle casse dello Stato 2,3 miliardi di euro, ma ora tocca al governo “ridurre le tasse e semplificare il sistema fiscale”. E’ di nuovo il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a rubare la scena al 244/o anniversario dalla fondazione della GdF, annunciando ufficialmente che la pace tra fisco e contribuenti permettera’ di rottamare tutte le cartelle sotto i 100.000 euro. L’obiettivo, ha spiegato ancora una volta il leader della Lega, e’ quello di “liberare milioni di italiani incolpevoli ostaggi e farli tornare a lavorare, sorridere e pagare le tasse”. Parole cui ha fatto eco il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, anche in questo caso pero’ con toni e approcci piu’ pacati e tanto prudenti da arrivare ad invocare una certa continuita’ di azione con gli interventi del passato. La pressione fiscale, ha spiegato il titolare di Via XX Settembre, e’ effettivamente ancora alta, pari al 42,5% del Pil, come e’ alta l’evasione, quantificata in 110 miliardi di euro. La riduzione della prima passa per la lotta alla seconda, “nella consapevolezza che solo da un contrasto efficace dell’illegalita’ possono derivare maggiori risorse per ridurre la pressione fiscale sui fattori produttivi” e sostenere la crescita dell’economia. Dopo la crisi economica che ha fatto perdere competitivita’ al Paese a ha contribuito alla diffusione di una certa “disaffezione” per la legalita’, il contesto economico, fiscale e amministrativo che il governo si trova davanti e’ “poco favorevole” all’attivita’ di impresa. I procedimenti amministrativi sono troppo lunghi, cosi’ come i processi civili, la normale concorrenza viene distorta da corruzione e criminalita’, gli investimenti stentano e il fisco, come e’ oggi, pesa. L’obiettivo e’ dunque quello di rendere la vita piu’ semplice ai contribuenti, a partire dai 4,1 milioni di microimprese attive nel nostro Paese. Un cambiamento nei rapporti tra amministrazione finanziaria e contribuente, e’ stato sollecitato anche da comandante generale della Gdf, Giorgio Toschi, che punta ad “un approccio fondato sulla semplificazione fiscale, sulla buona fede e sulla cooperazione tra le parti, riducendo al minimo, dove possibile, l’invasivita’ dei controlli”. Insomma si punta ad un un approccio “teso ad eliminare le misure che penalizzano i cittadini onesti”. Negli ultimi 17 mesi di attivita’, la Guardia di Finanza ha scoperto irregolarita’ sull’ aggiudicazione del 40% delle gare d’appalto, per un valore di 2,9 miliardi, ha individuato 8.400 le persone responsabili di un danno erariale, per un ammontare di 5 miliardi di euro, ha sequestrato 264 milioni di articoli contraffatti e ha confiscato e rimesso nelle casse dello Stato 1,3 miliardi nascosti al fisco da mille grandi evasori.
“A me sembra l’ennesimo condono che può far recuperare un po’ di soldi ma, secondo me, non tanti quanto si dice. In tutte le amministrazioni fiscali del mondo ci sono accordi a livello individuale che si possono e si devono prendere per chi non può pagare ma qui alla fine si va a premiare anche chi non vuole pagare”. Lo ha detto Carlo Cottarelli, economista e direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, commentando l’annuncio del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha parlato di chiudere le cartelle esattoriali di Equitalia al di sotto dei 100 mila euro. “Sono 20 anni – ha aggiunto – che dico che i condoni sono sbagliati però si continuano a fare. Questo premia gli evasori, anzi chi non vuol pagare perché si sa che dovrebbero pagare. Si parla di 60 miliardi di introiti in due anni. Adesso noi usciremo presto con una nostra valutazione come Osservatorio sui conti pubblici e, secondo me, sarà molto meno”.