La frattura all’interno del mondo leghista è ormai insanabile. Dal palco del Mare Pineta Hotel di Milano Marittima, dove ha chiuso la tre giorni dei giovani della Lega “Nexus”, Matteo Salvini ha scaricato definitivamente il generale Roberto Vannacci, leader del neonato movimento Futuro Nazionale.
Un addio consumato davanti a una platea di giovani militanti e con una colonna sonora inedita: le note del nuovo inno del Carroccio, “Un’Italia che ci Lega”, scritto dal duo web Shampooh!. Salvini ha parlato di una ferita profonda, ammettendo il colpo ma rilanciando la sua leadership assoluta sul partito per i prossimi anni.
Lo strappo con il Generale e il “ponte” di Cruciani
Intervistato sul palco dal conduttore de La Zanzara, Giuseppe Cruciani, in un vero e proprio show fatto di iperboli e battute, il vicepremier non ha usato giri di parole per liquidare l’ex alleato, volato intanto al 6,6% nei sondaggi:
Matteo Salvini: «Io non porto rancore, la mia è una delusione più umana che politica. Ma adesso non mi frega più».
Un legame spezzato che Cruciani ha provato a descrivere in modo diverso, lasciando la Romagna subito dopo il panel per correre a Vicenza a intervistare proprio Vannacci: «Per me alla fine Salvini e Vannacci troveranno un accordo. Perché devono, se vogliono vincere», ha profetizzato il giornalista.
Ma Salvini guarda avanti e blinda via Bellerio, mandando un messaggio chiarissimo alla minoranza interna del partito (a partire dai governatori Zaia e Fedriga): «La Lega? Resto segretario per i prossimi tre anni. Zaia e Fedriga li aspetto al mio fianco. Nel mio futuro escludo i giardinetti, ma non le carrozzine. Se rivinciamo le elezioni del 2027, mi piacerebbe tornare al Viminale».
Primarie a Milano: l’idea Cruciani sindaco e la frenata di Lupi
Il raduno romagnolo è servito alla Lega anche per lanciare la proposta delle primarie di coalizione per scegliere il candidato sindaco del centrodestra a Milano. Salvini ha cavalcato l’entusiasmo dei giovani che ritmavano il nome di Cruciani: «Con questo abbiamo chiuso le primarie, chiamo Giorgia e Antonio… abbiamo il candidato! Basta che non ti porti Parenzo come vice».
Fuori dagli scherzi da palco, la proposta delle primarie ha subito spaccato gli alleati:
Legge elettorale: domani i primi emendamenti, sale la tensione
Mentre la maggioranza si divide sulle amministrative, lo scontro vero si sposta a Roma. Domani, martedì 30 giugno, scade il termine per la presentazione dei primi emendamenti allo Stabilicum (la nuova legge elettorale) in Commissione alla Camera.
Il clima è rovente: le opposizioni sono pronte all’ostruzionismo e alla battaglia in Aula dal 7 luglio. All’interno della maggioranza resta lo scoglio delle preferenze voluto da Meloni ma osteggiato da Lega e Forza Italia, che spingono per preservare le liste bloccate.