Accordo siglato tra Aran e sindacati per circa 600mila dipendenti del Servizio sanitario nazionale. Arretrati fino a 2.300 euro per gli infermieri. Tra le novità normative debuttano le tutele sull’IA, il responsabile della cybersicurezza e il disability manager.
Svolta decisiva per la sanità pubblica italiana. È stata siglata oggi l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) 2025-2027 del comparto Sanità. L’intesa, raggiunta tra l’Aran e tutte le organizzazioni sindacali rappresentative, interessa 592.638 dipendenti del Servizio sanitario nazionale, tra personale infermieristico, tecnico-sanitario, della riabilitazione, della prevenzione, amministrativo e dei servizi di supporto.
Le novità economiche: stipendi e arretrati
Sul piano retributivo, il nuovo contratto garantisce un incremento medio complessivo a regime pari a 209 euro lordi al mese, cifra che sale a 240 euro lordi mensili per il solo personale infermieristico.
Per quanto riguarda gli arretrati (calcolati al 31 ottobre 2026), l’importo medio ammonta a 1.226 euro per l’insieme dei lavoratori del comparto, mentre raggiunge i 2.300 euro per la categoria degli infermieri. Le risorse stanziate per l’intero triennio saranno rese disponibili ed erogate direttamente nelle buste paga già nel corso del 2026.
Tecnologia e nuove figure professionali
Oltre all’adeguamento salariale, il contratto introduce significative innovazioni sul piano normativo e organizzativo. Per la prima volta fa il suo ingresso nel contratto sanitario l’Intelligenza Artificiale, con la definizione di paletti e specifiche regolamentari per il suo utilizzo nelle strutture sanitarie. A tutela del personale e dei processi di lavoro vengono inoltre istituite due nuove figure di riferimento: il responsabile della cybersicurezza e il disability manager.
Soddisfazione di Governo, Aran e Sindacati
Il positivo esito della trattativa è stato accolto con il plauso unanime delle parti coinvolte.
- Alberto Zangrillo (Ministro della PA): “Promessa mantenuta. L’intera tornata di rinnovi contrattuali per il pubblico impiego si è conclusa positivamente. È un ulteriore passo per una Pubblica amministrazione più efficiente e attenta ai bisogni dei cittadini”.
- Antonio Naddeo (Presidente Aran): “Rinnovare i contratti del pubblico impiego entro il periodo di vigenza, e non anni dopo la scadenza, dimostra che il sistema della contrattazione collettiva pubblica può funzionare in modo ordinato e tempestivo”.
- Maurizio Landini (Segretario Cgil): “Esprimiamo soddisfazione per una preintesa che prevede aumenti salariali superiori all’inflazione stimata e introduce una clausola di garanzia per adeguare le retribuzioni in caso di scostamenti inflazionistici”.
- Daniela Fumarola (Cisl): “Un risultato senza precedenti che rafforza le tutele del personale e valorizza le professionalità impegnate quotidianamente nei servizi fondamentali”.
- Rita Longobardi (Segretaria Uil Fp): “L’accordo permette di ridurre la distanza tra lo stanziamento delle risorse e il loro effettivo riconoscimento nelle buste paga delle lavoratrici e dei lavoratori”.