Il ministro Piantedosi in Commissione: «Lo stop alla libera circolazione con la Spagna resta fino alla fine dei rischi di sicurezza». Tensione con la Germania sui rientri e scontro aperto con l’opposizione.
Nessun ammorbidimento della linea di rigore prima di Ferragosto. L’Italia conferma la sospensione temporanea del trattato di Schengen nei confronti della Spagna e rilancia la sfida sul piano europeo, inviando una formale diffida al governo tedesco sull’accoglienza dei migranti cosiddetti “dublinanti”.
Un doppio fronte politico e diplomatico quello aperto dal Viminale a ridosso della pausa estiva. Durante un’audizione dinanzi alla Commissione parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha chiarito che il ripristino dei controlli di frontiera — scattato quasi due settimane fa a seguito dell’emergenza esplosa nell’exclave spagnola di Ceuta — rimarrà in vigore fino al 15 agosto e «comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per il nostro Paese».
IL BRACCIO DI FERRO CON BERLINO SUI “DUBLINANTI”
La posizione dell’esecutivo italiano si appesantisce nei confronti della Germania. Il ministero dell’Interno ha inoltrato una comunicazione formale a Berlino dichiarando che l’Italia non accetterà il rientro dei migranti transitati originariamente sul suolo italiano e successivamente spostatisi in territorio tedesco.
La contestazione riguarda in particolare tre provvedimenti di espulsione pendenti, riferiti a date antecedenti al 12 giugno 2026 (data di entrata in vigore del nuovo Patto Ue su Migrazioni e Asilo). Per Roma, tali casi rientrano a pieno titolo nella “sanatoria dei dublinanti” definita negli accordi bilaterali italo-tedeschi dello scorso dicembre, oltre a dover scontare il meccanismo di compensazione previsto per gli sbarchi effettuati da navi di ONG battenti bandiera tedesca.
I NUMERI DEI CONTROLLI E L’ALLARME SICUREZZA
«Il caso di Ceuta non è una speculazione politica contro la Spagna», ha sottolineato Piantedosi, spiegando che le misure restrittive rispondono a precisi segnali di allarme dell’intelligence nazionale e internazionale, legati anche al potenziale rischio di infiltrazioni jihadiste. Contestualmente, la premier Giorgia Meloni ha rivendicato sui propri canali social la continuità delle politiche dell’esecutivo sul fronte delle espulsioni degli irregolari.
Secondo i dati diffusi dal Viminale, i controlli straordinari hanno finora portato a:
- 3 arresti effettuati alle frontiere;
- 21 respingimenti di cittadini di Paesi terzi non in regola (tra cui 6 cittadini marocchini);
- 3.115 passeggeri controllati dalla polizia spagnola su 273 voli in arrivo dall’Italia.
L’affondo del ministro si è esteso anche ad altri partner comunitari, ricordando che la stessa Germania «dal 2025 ha esteso i controlli a tutti i Paesi confinanti». Nonostante le tensioni, Piantedosi ha assicurato la volontà di mantenere un dialogo proficuo con il collega spagnolo in vista del vertice Med5 in programma a settembre in Italia.
DURE REAZIONI E SCONTRO POLITICO
La linea della fermezza trova il pieno sostegno dei partiti di maggioranza. Per il senatore di Fratelli d’Italia Matteo Gelmetti e per la Lega, regolarizzazioni e sanatorie rappresentano un pericoloso pull factor, ribadendo che «non ci sarà alcun passo indietro finché sarà necessario difendere i confini italiani».
Diametralmente opposta la reazione dell’opposizione. La segretaria del PD Elly Schlein ha attaccato la premier affermando che «con la sua propaganda contro i migranti nessuno ci paga l’affitto». Sulla stessa linea il Movimento 5 Stelle con la senatrice Elisa Pirro, che ha ricordato l’assenza di confini terrestri diretti tra Italia e Spagna, mentre Angelo Bonelli (AVS) sostiene che i dati Frontex smentiscano la narrazione di Palazzo Chigi. Critico anche il presidente dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale, secondo cui l’Italia stessa contribuisce a creare sacche di irregolarità lasciando i migranti in un limbo burocratico.