Mentre a Roma si consumano i vertici diplomatici tra il governo Meloni e l’amministrazione Trump, la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, vola in Canada per consolidare la sua statura internazionale. Al summit progressista di Toronto, Schlein è attesa da un incontro dal forte valore simbolico e politico: il primo faccia a faccia con l’ex presidente USA Barack Obama.
La rete globale dei progressisti
Dopo i recenti colloqui con il presidente brasiliano Lula e il premier spagnolo Pedro Sanchez, la tappa canadese rappresenta per Schlein il culmine di una strategia volta a accreditarsi come il riferimento dell’opposizione democratica europea.
- L’incontro con Obama: Previsto per mezzogiorno, a margine del panel in cui l’ex presidente parlerà di “patriottismo positivo”. Per Schlein si tratta di un cerchio che si chiude: nel 2008 e nel 2012 partecipò alle campagne elettorali di Obama come volontaria, ma non aveva mai avuto occasione di parlargli direttamente.
- L’asse con il Canada: Sabato mattina la segretaria interverrà poco prima del “padrone di casa”, il premier Mark Carney, citando la sua tesi secondo cui “l’ordine internazionale verrà ricostruito a partire dall’Europa”.
Obiettivo Palazzo Chigi: Il fronte interno
Se la proiezione internazionale serve a dare “spessore” alla candidatura, il vero nodo resta la guida del centrosinistra italiano. La segretaria si muove in un equilibrio delicato con gli alleati:
“La tappa in Canada è un tassello per costruire una rete globale che si oppone a chi delegittima il multilateralismo e preferisce l’uso della forza.” – Elly Schlein
Il nodo del “Federatore”
Mentre circolano ipotesi su figure esterne per compattare la coalizione, Angelo Bonelli (AVS) ha spento le speculazioni con una dichiarazione di sostegno all’asse attuale:
- Fiducia confermata: Avs punta su Schlein e Conte.
- No ai federatori: Secondo Bonelli, non servono figure terze: “Sarà una scelta collettiva, non siamo abituati a fughe in avanti personalistiche”.
Due visioni dell’Italia nel mondo
La giornata di oggi offrirà un contrasto plastico sulla politica estera italiana:
- A Roma: Giorgia Meloni riceve Marco Rubio, inviato di un Trump che “scarica” l’Europa e punta su dazi e sovranismo.
- A Toronto: Elly Schlein incontra Obama, simbolo del multilateralismo e dei valori liberal-democratici che la segretaria vuole riportare al centro dell’agenda italiana.
Questa “tela” internazionale tessuta da Schlein sembra voler rispondere direttamente all’isolamento europeo che l’opposizione rimprovera alla premier Meloni, lanciando ufficialmente la sfida per la leadership del Paese oltre i confini nazionali.