La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha chiuso l’Assemblea Nazionale del partito lanciando un forte appello all’unità del centro-sinistra e sferrando un attacco diretto alla premier Giorgia Meloni. Di fronte all’allargamento della maggioranza interna al partito con l’ingresso della componente Bonaccini, Schlein ha definito l’unità “un dovere verso i cittadini,” ribadendo: “Continuerò ad essere la segretaria di tutti.”
La leader dem ha risposto alla sferzata di Meloni (che l’aveva accusata di essere “fuggita” dal confronto ad Atreju) rovesciando la narrazione. “È lei che ha cambiato idea ed è fuggita dal confronto,” ha dichiarato Schlein. “Speriamo che venga in Parlamento a confrontarsi sul Paese reale e non sul cabaret.”
Il discorso si è concentrato su una critica serrata all’azione del governo, definito “ossessionato solo dal potere,” reo di aver “aumentato l’austerità e le disuguaglianze,” alzato “tasse e accise,” e privilegiato il privato a discapito del pubblico.
“Frigo sempre più vuoto” Schlein ha incalzato Meloni sul tema del caro vita: “Si è rotta la calcolatrice? Da quanto tempo non le capita di andare a fare la spesa? Esca da Palazzo Chigi,” ha detto, descrivendo famiglie costrette a scegliere tra beni di prima necessità. Ha inoltre bocciato le riforme costituzionali e la nuova legge elettorale, accusando il governo di agire “solo per risolvere i suoi problemi” e per “timore di perdere.”
Nonostante l’appello all’unità, le schermaglie all’interno della potenziale coalizione di centro-sinistra sono emerse con chiarezza. Schlein ha invitato a “non enfatizzare le differenze,” sostenendo che “è nei fatti che germoglia l’elaborazione di un programma comune.” La leader dem lo dice innanzitutto a Giuseppe Conte. L’alternativa “c’è”, ed è “nei fatti”. A dimostrarlo ci sono le ultime elezioni Regionali, così come il pacchetto di emendamenti condivisi dalle opposizioni sulla manovra.
Tuttavia, le dichiarazioni di Giuseppe Conte, che da Atreju ha subordinato l’alleanza a una convergenza programmatica, hanno trovato una replica piccata. Francesco Boccia, capogruppo PD al Senato, ha ricordato al M5S: “Prima non governava nessuna Regione e ora ne governa due… Ci vuole rispetto per tutti i partiti.” Immediata la controreplica pentastellata di Chiara Appendino: “Qui a chiedere rispetto è la comunità del M5S… non accettiamo di essere trattati in maniera subalterna.”
In politica estera, Schlein ha ribadito il sostegno a Kiev, ma ha criticato l’approccio del governo (“Da vassalli non si difende l’interesse nazionale”), e ha chiesto il riconoscimento immediato dello Stato della Palestina.
La segretaria ha messo sul tavolo le priorità per un’alternativa di governo: 3 miliardi per le assunzioni in sanità, salario minimo e abbattimento del costo dell’energia.
L’obiettivo immediato, tuttavia, è la battaglia referendaria sulla giustizia. “Da gennaio il partito inizierà un tour nel Paese” per costruire il programma in vista delle urne del 2027, con l’intento di vincere con una coalizione progressista.