La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha concluso la tre giorni di kermesse a Montepulciano, utilizzata come piattaforma per consolidare la sua leadership e lanciare un messaggio netto all’alleato Giuseppe Conte: il PD si candida alla guida della coalizione progressista.
Di fronte a circa duemila partecipanti, tra cui i “colonnelli” della maggioranza interna (Andrea Orlando, Dario Franceschini e Roberto Speranza), Schlein ha messo in chiaro le gerarchie basate sui risultati elettorali.
“Il PD è il primo partito, è un perno fondamentale di questa alleanza,” ha ricordato la segretaria, sottolineando che questo ruolo è stato “costruito sul campo, tornata dopo tornata,” prendendo più voti. Il messaggio a Conte è chiaro: qualsiasi discussione sulla leadership della coalizione deve partire da questo dato di fatto.
L’intervento di Schlein è stato anche un tentativo di ricucire i rapporti interni. La segretaria ha promesso: “Continuerò a essere la segretaria di tutti e a salvaguardarne il pluralismo,” un gesto distensivo verso l’ala riformista, la minoranza del partito.
Tuttavia, ha anche lanciato un avvertimento ai big del partito seduti in prima fila, molti dei quali hanno fatto parte del Governo Draghi: “Questo partito […] ci andrà vincendo le elezioni con un’alleanza progressista, non in altri modi.” Una chiara presa di distanza dai governi di grande coalizione.
La kermesse ha sancito la ritrovata compattezza delle correnti di maggioranza, che hanno promesso di coordinarsi per sostenere la segretaria. I “colonnelli” hanno offerto pieno sostegno alla sua corsa per la leadership della coalizione.
Peppe Provenzano (Dems): “Non è lo statuto del Pd, ma è la politica che dice chi guida. A te la guida Elly.” Roberto Speranza (Articolo Uno): “Lo hanno detto i nostri militanti, il popolo, i risultati.” Michela Di Biase (AreaDems): “Lo statuto del Pd già dice tutto: la candidata premier è la segretaria del partito.”
Il sostegno è arrivato anche sotto forma di un implicito monito: la segretaria deve ascoltare e coinvolgere di più il partito. Schlein ha risposto ringraziando pubblicamente l’ex sfidante al congresso, Stefano Bonaccini, sottolineando che “l’unità non si fa da soli.”
Schlein ha concluso la kermesse ribadendo che la partita politica è già aperta. “Se sommiamo i voti veri in queste regioni in cui abbiamo votato nel 2024 e 2025 la coalizione progressista e le forze di governo sono pari.”
Per quanto riguarda il programma, la segretaria ha annunciato un “percorso nel paese col paese, sui temi,” che sarà proseguito “con tutta la coalizione,” anche se i tempi del tavolo con gli alleati, in particolare con Conte che punta all’estate 2026, restano incerti.