Il clima di apparente distensione tra Governo e opposizioni si è sgretolato nel giro di poche ore, trasformando l’aula della Camera in un teatro di scontro frontale. Nonostante l’apertura della Premier a un “tavolo comune”, le risposte dei leader del campo progressista sono state durissime, segnando il ritorno a una contrapposizione totale.
La “tregua” istituzionale sulla crisi iraniana è durata il tempo di un mattino. Elly Schlein e Giuseppe Conte hanno respinto con fermezza l’invito di Giorgia Meloni alla coesione, accusando la Premier di aver usato l’aplomb solo per fini tattici prima di tornare a “gettare fango” sulle opposizioni.
ELLY SCHLEIN: “POSI LA CLAVA, NON SIAMO NEL FANGO”
La segretaria del PD, nel suo intervento alla Camera, ha usato toni netti per denunciare quello che ha definito un “cambio di personalità” della Premier tra il Senato e la Camera:
- La critica internazionale: Schlein ha attaccato la linea del Governo sulla dipendenza energetica, definendo “geniale” (in senso ironico) la proposta di sospendere il sistema ETS: “Passiamo dalla dipendenza dal gas di Putin a quella dal gas di Trump”.
- Il richiamo al decoro: “Presidente, posi la clava. Chi ci guarda non merita di vedere la lotta nel fango. Il suo appello all’unità è durato due ore, poi è tornata in lei”.
- Iran e Diritti: La leader dem ha rivendicato il sostegno storico del PD al movimento “Donna Vita Libertà”, ricordando che il regime di Teheran è sempre stato condannato dalla sinistra, a differenza — a suo dire — della presenza della destra nelle piazze.

GIUSEPPE CONTE: “SPREGIUDICATEZZA E INFAMIE”
Ancora più duro il leader del M5S, Giuseppe Conte, che ha reagito con sdegno ai riferimenti della Premier sulla gestione della pandemia e sugli attacchi americani del passato:
- Caso Mascherine: Conte ha definito “un’infamia” le parole di Meloni sulle truffe legate all’emergenza Covid, difendendo l’operato dell’ex commissario Arcuri e contrattaccando sul caso Santanché.
- Coerenza Internazionale: L’ex Premier ha accusato Meloni di “spregiudicatezza” nel paragonare episodi militari diversi per giustificare l’attuale silenzio su quella che ha definito una crisi umanitaria senza precedenti.
LE OPPOSIZIONI SI DIVIDONO SULLE RISOLUZIONI
Nonostante la compattezza nel criticare Meloni, il “campo largo” non è riuscito a presentare una risoluzione unitaria. Il PD ha votato parti dei testi altrui, mentre AVS e M5S si sono sostenuti a vicenda, ma la mancata firma su un documento unico ha mostrato le persistenti fragilità della coalizione di minoranza.