All’indomani della “foto a quattro” che ha immortalato i vertici dell’asse progressista escludendo l’area moderata, tra le fila del centrosinistra torna a materializzarsi il “fantasma della Liguria”: il timore concreto che i veti incrociati e un’alleanza non abbastanza estesa possano spalancare le porte a una nuova sconfitta elettorale contro il centrodestra, replicando quanto accaduto alle regionali liguri con il veto last-minute del Movimento 5 Stelle su Italia Viva.
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha vestito i panni della “federatrice” per spegnere sul nascere le polemiche del centro riformista, garantendo di aver avvisato lo stesso Matteo Renzi prima dello scatto e inaugurando una strategia distensiva:
Elly Schlein: «Certo che l’ho avvisato, lo sapete che sono testardamente unitaria. L’alleanza progressista è già più larga, l’abbiamo costruita nelle tante regioni e nei tanti comuni dove siamo andati insieme. La coalizione non è solo quella vista al ristorante».
La strategia di Conte: l’ombra di Progetto Civico per isolare Iv
Dietro l’ottimismo di facciata della segretaria dem si consuma però una dura partita tattica. Giuseppe Conte (pressato internamente anche da Chiara Appendino) e i vertici di Alleanza Verdi Sinistra (AVS) continuano a erigere barricate contro l’ingresso ufficiale di Italia Viva.
L’obiettivo strategico del leader M5S, secondo diversi retroscena della coalizione, sarebbe quello di coprire l’area di centro bypassando direttamente il senatore di Rignano. Per farlo, l’asso nella manica potrebbe essere Progetto Civico, la lista promossa dall’assessore capitolino Alessandro Onorato (seguendo i consigli di Goffredo Bettini), considerata in grado di drenare il voto moderato rendendo Iv marginale o superflua. Una mossa rischiosa, speculare a quella che in Liguria non riuscì a fermare la vittoria della destra.
Lo schema riformista: «Diluire» Renzi in una lista unica
Tra i moderati del centrosinistra l’allarme resta alto, anche se la reazione di Matteo Renzi viene descritta come insolitamente “zen” grazie a un canale di comunicazione che rimarrebbe apertissimo con il Nazareno. La quadra politica per superare le resistenze di Conte potrebbe risiedere nella creazione di un unico listone centrista.
Davide Faraone (Italia Viva): «Se noi ci dividiamo e quelli [il centrodestra] stanno tutti insieme, pur avendo le stesse differenze che abbiamo noi nel centrosinistra, siamo degli stolti che andiamo a sbattere la faccia contro il muro».
A spingere per un cambio di passo immediato è anche il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, che evoca i fantasmi delle ultime europee, quando il divorzio tra Renzi e Carlo Calenda frammentò l’area riformista sotto la soglia di sbarramento:
Riccardo Magi: «Dobbiamo al più presto sederci intorno a un tavolo tutti noi europeisti e riformisti. Ma la lista riformista la dobbiamo organizzare noi. Dobbiamo capire che divisi si perde, abbiamo già visto cosa è successo alle europee con due liste separate».
L’obiettivo dei centristi è ora costringere i leader dei partiti maggiori a un passo indietro organizzativo, affidando la quarta gamba a una figura giovane che possa disinnescare il brand di Renzi, offrendo a Conte una via d’uscita onorevole per digerire l’alleanza. Resta da capire se il compromesso reggerà o se il centrosinistra finirà per scontrarsi nuovamente contro il muro del veto ligure.