Il duello politico tra la Premier Giorgia Meloni e la segretaria del PD Elly Schlein si sposta sul palco della politica giovanile. Fratelli d’Italia ha invitato la leader dem alla sua tradizionale festa, Atreju, ma Schlein ha posto una condizione secca: parteciperà solo se ci sarà un confronto diretto con la Presidente del Consiglio.
Finora, le due donne non si sono mai incontrate in un dibattito formale dal giorno dell’insediamento di Meloni e dell’elezione di Schlein alla guida del PD. La segretaria dem rilancia così una sfida che in passato era sfumata, in particolare per il veto posto dal Movimento 5 Stelle, che aveva ritenuto lesivo della parità di trattamento un duello TV a due in vista delle Europee.
Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di FdI, ha replicato alla condizione: “Porterò questa proposta a Giorgia Meloni e deciderà lei. L’unica cosa che ci interessa è non mancare di rispetto agli altri leader dei partiti di opposizione che hanno dato disponibilità senza porre alcuna condizione.”
Mentre l’opposizione, guidata dal PD, promette una “opposizione dura”, la maggioranza mostra un’accelerazione a intermittenza sui temi costituzionali.
- Premierato: Il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari spinge sull’acceleratore, assicurando che l’iter parlamentare sarà completato in questa legislatura, sebbene il referendum confermativo slitterà “con ogni probabilità” a quella successiva. Fazzolari vede nel modello Sindaco/Regioni la strada da seguire, proponendo un proporzionale con premio di maggioranza e indicazione del premier.
- Cautela Interna: Non tutti sono allineati. Matteo Salvini frena, dichiarando che cambiare le regole del gioco gli “interessa men che meno”, e il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, ribadisce che per il Carroccio, forte sul territorio, il modello migliore resta quello dei collegi uninominali.
- La Russa: Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, pur spingendo per una riforma “bipartisan” che eviti lo stallo politico e i governi tecnici, si dice dispiaciuto di non potersi occupare formalmente del dossier e solleva dubbi sul voler cambiare la Costituzione in modo “così drastico” senza le opposizioni.
Palazzo Chigi – Si chiude il vertice di maggioranza sulla manovra finanziaria, che vede il Governo impegnato nella ricerca di circa un miliardo di euro per blindare le misure in cantiere.
Il Governo ha trovato l’accordo su diversi punti, tra cui la normativa sugli affitti brevi, l’ampliamento dell’esenzione ISEE sulla prima casa e le regole sui dividendi. La copertura finanziaria sarà ottenuta, in parte, con un aumento dell’IRAP per il settore bancario, che salirà dal 2% al 2,5%.
Nella sessione parlamentare sono stati dichiarati inammissibili 105 emendamenti. L’unica nota di tensione arriva da un emendamento approvato che trasferisce allo Stato l’oro della Banca d’Italia: la Banca Centrale Europea (BCE) ha reagito con una nota di avvertimento: “Non siamo stati consultati”.
Due importanti dossier legislativi registrano novità significative:
- Referendum Giustizia: Il Ministro Carlo Nordio ha confermato che il referendum sulla giustizia si terrà a metà marzo.
- DDL Consenso: La legge sul consenso esplicito, parte della riforma per contrastare la violenza sulle donne, slitta ufficialmente a febbraio. La legge continua a dividere la politica: Matteo Salvini ha ribadito la sua bocciatura (“troppo interpretabile, lascia spazio a vendette di uomini e donne”), mentre Francesco Boccia (PD) ha duramente replicato, parlando di “inaccettabili stereotipi maschilisti”.