Un richiamo perentorio all’unità e all’espansione per contrastare il governo Meloni, accompagnato però dalle solite, storiche mine geopolitiche pronte a esplodere sul percorso dell’alternativa. Durante la Direzione nazionale del Partito Democratico al Nazareno, la segretaria dem Elly Schlein ha tracciato la linea strategica del centrosinistra in vista delle elezioni politiche previste tra un anno.
Il messaggio di Schlein è chiaro: l’asse composto da PD, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) è una base solida, ma da solo non basta per vincere.
Elly Schlein: «L’alleanza progressista è già una realtà forte che governa in tanti territori e risponde ai bisogni dei cittadini, senza perdersi nelle sue differenze ma mettendole a valore. Se vogliamo essere competitivi, semmai dobbiamo allargare ancora il perimetro della coalizione, non certo restringere o mettere veti».
La contromossa di Conte: salta l’ipotesi primarie?
A stretto giro sono arrivate le puntualizzazioni del presidente del M5S, Giuseppe Conte, che ha immediatamente aperto due fronti caldissimi: la scelta del leader e i confini dell’alleanza.
Sul candidato Premier da schierare contro Giorgia Meloni, l’ex inquilino di Palazzo Chigi ha sparigliato le carte evocando una terza via oltre alle classiche primarie o alla scelta automatica del leader del partito più votato:
Sull’eventuale ingresso nella coalizione di Italia Viva, la risposta di Conte è stata gelida: «Se Matteo Renzi debba far parte o meno dei compagni di viaggio non è una decisione da prendere adesso».
Tensione al Centro: la galassia anti-Renzi e la replica di IV
Mentre Schlein ha esortato il suo partito a non interferire nelle dinamiche centriste, dietro le quinte si sta muovendo il risiko per la nascita di due poli moderati distinti. Il primo fa capo alla “Casa riformista” di Matteo Renzi, mentre il secondo si sta aggregando attorno a un asse composto da +Europa, i civici di Alessandro Onorato, il PSI e il movimento “Più Uno” guidato da Ernesto Maria Ruffini.
Una frammentazione che, secondo molti osservatori, nascerebbe proprio per isolare Renzi, strutturalmente malvisto da M5S e civici. Il leader di Italia Viva ha replicato duramente sui social a Conte:
Matteo Renzi: «Io devo portare al centrosinistra i voti di chi detesta Conte, Bonelli e Fratoianni. Se qualcuno in quella coalizione preferisce continuare a mettere i veti anziché preoccuparsi di raccogliere i voti necessari per vincere, si sta semplicemente sparando sui piedi».
I malpancisti nel PD: Delrio scuote la linea europeista
Le geometrie del “Campo largo” creano vistosi malumori anche all’interno dello stesso Partito Democratico. Il senatore Graziano Delrio, esponente della minoranza riformista, ha preso le distanze dalla definizione di “blocco progressista” utilizzata dal capogruppo Francesco Boccia:
- «Io non mi sento dentro un blocco. Noi siamo il PD e facciamo alleanze portandoci dentro la nostra precisa identità», ha scandito Delrio, lanciando poi una dura stoccata programmatica a Conte e a Fratoianni sulla politica estera: «Il nostro profilo è indiscutibilmente europeista: gli altri compagni di viaggio si devono confrontare con questo, perché non tutti lo sono. L’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea non può essere messa in discussione».
Nonostante i distinguo, la macchina organizzativa del Campo largo si rimette in moto. I leader di partiti e movimenti si ritroveranno presto per due attesissimi appuntamenti di piazza programmatici: il primo si terrà l’8 luglio a Napoli, mentre il secondo è fissato per il 15 luglio a Padova.