La festa dei lavoratori nel capoluogo piemontese è stata segnata da momenti di forte tensione e scontri fisici. Mentre il corteo istituzionale sfilava tra corso Cairoli e piazza Castello, uno spezzone composto da gruppi autonomi e antagonisti ha deviato dal percorso autorizzato, scatenando la reazione delle forze dell’ordine in corso Regina Margherita.
La dinamica: l’assalto all’ex centro sociale
Il punto di rottura è avvenuto davanti all’edificio che per trent’anni ha ospitato il centro sociale Askatasuna (sgomberato lo scorso dicembre). I manifestanti intendevano raggiungere l’area per organizzare un pranzo sociale, nonostante il divieto esplicitamente espresso dalla Prefettura nei giorni scorsi.
- L’attacco: Il gruppo di autonomi ha tentato di sfondare il cordone di sicurezza colpendo gli scudi degli agenti con bastoni e utilizzando bombolette spray con sostanze irritanti. In una seconda fase, sono state lanciate bottiglie di vetro contro i reparti mobili.
- La risposta: La polizia ha risposto con diverse cariche di alleggerimento, l’utilizzo di idranti per disperdere la folla e il lancio di lacrimogeni nelle vie adiacenti al quartiere Vanchiglia per impedire che i manifestanti aggirassero il blocco.
Situazione attuale e feriti
Dopo gli scontri più violenti, la situazione è parzialmente tornata alla calma intorno alle 14:00.
- Blocchi stradali: Una parte dei manifestanti ha attuato una resistenza passiva sedendosi sull’asfalto in corso Regina Margherita, bloccando la circolazione.
- Il corteo riparte: Lo spezzone si è successivamente riorganizzato muovendosi lungo il Po verso i giardini Pozzo, vicino al Campus Einaudi, al grido di “Vanchiglia è nostra”.
- Bilancio: Secondo quanto riferito dagli attivisti al microfono durante la marcia, si sarebbero registrati alcuni feriti tra le fila dei manifestanti, soccorsi sul posto dagli stessi compagni.
Il nodo del “Pranzo negato”
Al centro della protesta c’è il braccio di ferro con le istituzioni sulla gestione degli spazi dell’ex Askatasuna. Gli autonomi rivendicano il diritto di utilizzare l’area verde della palazzina occupata per anni, scontrandosi con la linea della fermezza adottata dalle autorità torinesi in occasione di questo Primo Maggio.