Il confronto tra le forze armate statunitensi e l’Iran registra un sensibile inasprimento:
- L’offensiva iraniana: Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) dichiara di aver attaccato due imbarcazioni statunitensi, otto petroliere e altre navi nello Stretto di Hormuz per violazione della zona interdetta. Teheran ha inoltre lanciato attacchi missilistici contro basi e obiettivi USA in Giordania; i sistemi di difesa aerea giordani ne hanno intercettati 18.
- La risposta degli Stati Uniti: Il segretario di Stato Marco Rubio e il CENTCOM hanno confermato la distruzione di cinque petroliere iraniane nel Golfo di Oman e vicino all’isola di Kharg (dopo un precedente attacco a tre petroliere il 5 settembre). L’esercito americano ha intimato agli equipaggi di abbandonare i bastimenti prima dei raid.
- Impatto politico a Washington: L’instabilità delle rotte energetiche e il picco del prezzo del petrolio stanno aumentando la pressione interna sul presidente Donald Trump, mentre i mercati temono un coinvolgimento militare prolungato.
Strappo Sanzioni tra Regno Unito e Israele
Un’iniziativa diplomatica multilaterale ha provocato la durissima reazione di Tel Aviv:
- Il blocco alle merci dei coloni: Il Regno Unito, affiancato da altri 11 Paesi (tra cui Francia, Spagna, Canada, Polonia, Portogallo e Svezia), ha disposto il divieto di importazione per i prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Londra accusa il governo israeliano di «chiudere gli occhi sulla pulizia etnica» nei Territori Occupati.
- L’Italia resta fuori: L’Italia non ha sottoscritto il documento. Il ministro degli Esteri Tajani ha motivato la scelta spiegando che le sanzioni debbono essere concordate a livello UE. La segretaria del PD Elly Schlein e il leader del M5S Giuseppe Conte hanno chiesto al governo di adeguarvisi.
- Ritorsione di Tel Aviv: In risposta, il governo israeliano ha disposto la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme Est e vietato l’ingresso a dodici funzionari del Regno Unito.
Inchiesta Haaretz su Netanyahu e il 7 Ottobre
Un’inchiesta pubblicata dal quotidiano israeliano Haaretz ha riacceso le polemiche interne:
- I presunti avvertimenti: Secondo la testata, il leader degli Emirati Arabi Uniti (Mohammed bin Zayed) avrebbe personalmente avvertito Benjamin Netanyahu circa i piani imminenti di Hamas dieci giorni prima del 7 ottobre 2023. Il premier non avrebbe tuttavia informato i vertici dell’intelligence.
- Smentita del governo: L’ufficio del primo ministro ha respinto le ricostruzioni definendole «menzogne totali» e affermando che non ci fu alcuna comunicazione sul tema. Le opposizioni chiedono l’immediata istituzione di una commissione d’inchiesta statale.