Le scorie diplomatiche del G7 di Evian si trasformano in un clamoroso scontro politico sull’asse Roma-Washington. Un audio shock del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, trasmesso venerdì 19 giugno 2026 durante la trasmissione “L’aria che tira” su La7, ha innescato una crisi diplomatica senza precedenti tra i due storici alleati, culminata con l’annullamento della missione ufficiale del ministro degli Esteri Antonio Tajani negli USA e con una durissima replica video di Giorgia Meloni.
Lo scoop di La7: la telefonata di Trump che gela Palazzo Chigi
Il corrispondente da Washington Daniele Compatangelo ha trasmesso la registrazione di una breve intervista telefonica con il capo della Casa Bianca. Interpellato inizialmente su Ucraina e Hezbollah, Trump ha deciso di “partire per la tangente” – come riferito dallo stesso giornalista – attaccando prima i leader europei (tra cui il britannico Starmer e il tedesco Merz) e concentrandosi poi sulla Premier italiana, rivelando un retroscena sul loro faccia a faccia a margine del vertice:
Donald Trump: «Probabilmente è contenta che io le abbia parlato, non ero mica obbligato! Non so cosa dirle, mi ha implorato di fare una foto con lei, voleva una foto con me così tanto. L’avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena».
Nello stesso colloquio, il tycoon ha sferrato un duro affondo contro le politiche energetiche e migratorie del Vecchio Continente: «Gli europei hanno sbagliato tutto sull’immigrazione ed è un disastro. E l’energia, con tutte quelle pale eoliche che sono un fallimento, è un altro disastro. Se non risolvono questo, l’Europa non sarà mai più la stessa».
La durissima replica di Giorgia Meloni: «L’Italia non implora»
La risposta della Presidente del Consiglio non si è fatta attendere ed è arrivata tramite un video infuocato sui propri canali social. Meloni si è detta “allibita” e ha rigettato fermamente la ricostruzione di Trump, contrattaccando sul piano della postura geopolitica:
Giorgia Meloni: «Le dichiarazioni di Donald Trump sono totalmente inventate e sono francamente allibita. Non so perché il Presidente degli Stati Uniti si comporti così con i propri alleati. Posso solo dire che dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente e degli Stati Uniti, con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente. Però una cosa se la deve ricordare: io e l’Italia non imploriamo mai».
A stretto giro è arrivata anche la reazione ufficiale del capo della diplomazia italiana. Il vicepremier Antonio Tajani ha annunciato via social la revoca immediata della sua partenza per gli States: «Le gravi e offensive parole del Presidente Trump nei confronti di Giorgia Meloni offendono tutta l’Italia. Per questo motivo ho deciso di annullare la mia visita negli Stati Uniti prevista per i prossimi 21 e 22 giugno».
Reazioni politiche: opposizioni all’attacco, Calenda difende la Premier
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiamato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. La telefonata di solidarietà è giunta dopo le dichiarazioni del Presidente Usa, Donald Trump.
Il terremoto politico ha spaccato il panorama nazionale tra chi difende l’onore delle istituzioni e chi accusa la Premier di eccessiva subalternità a Washington. “Gli attacchi di Trump sono inaccettabili, come opposizioni pensiamo che non si possano accettare insulti o minacce verso le istituzioni italiane. Detto questo, noi difendiamo le istituzioni, ci aspettiamo che incominci a farlo anche questa destra che è al governo e che si renda conto che è stata completamente fallimentare la strategia di subalternità verso il governo di Trump. Tanti sono stati gli errori in politica estera di questo governo e mi auguro che il deprecabile episodio di oggi faccia aprire gli occhi a questo governo che la strategia remissiva e la subalternità non ha portato risultati ma ha danneggiato fortemente l’interesse nazionale”, dice la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, alla festa dei 125 anni della Fiom, a Bologna.
| Leader Politico | Partito | Posizione e Dichiarazione |
| Carlo Calenda | Azione | In difesa di Meloni: «Trump è un mentitore seriale e un bullo da operetta. Non credo affatto che Meloni abbia implorato. Questi insulti vanno respinti perché ledono l’onore della Nazione». |
| Giuseppe Conte | M5S | Attacco politico: «L’Italia non merita di essere così platealmente mortificata. La rincorsa a foto o prefazioni di libri non può prevalere sul nostro interesse nazionale. Difendiamo la nostra dignità». |
| Angelo Bonelli | AVS | Richiesta di dimissioni: «È la conseguenza della politica di subalternità della Premier: patriota a Washington e forestiera in Italia. Al suo posto mi vergognerei così tanto da farmi da parte». |
| Nicola Fratoianni | AVS | Critica alla credibilità: «Si infrange la propaganda del governo sulla credibilità internazionale della Premier. Compriamo dagli USA miliardi di gas e armi e questo è il risultato». |
Eppure, solo poche ore prima, nella conferenza stampa finale del G7, Meloni aveva descritto il faccia a faccia con Trump come “serio e naturale”, definendo il clima complessivo tra i leader “molto positivo e privo di frizioni”. Una ricostruzione idilliaca che l’audio del Presidente statunitense ha bruscamente demolito, aprendo un fossato diplomatico che i canali ufficiali dovranno faticosamente colmare.
“La solidarietà a Giorgia Meloni per le parole offensive rivolte alla Presidente del consiglio italiano dal Presidente Trump è piena e convinta. Sarebbe nel contempo troppo facile ricordare il fallimento di chi ha scommesso sulla vittoria di Trump come un’opportunità per l’Italia vista l’assonanza ideologica. I fatti si sono incaricati di mostrare il contrario e questo è solo l’ultimo episodio. Credo che i trumpisti d’Italia, quelli secondo cui con Trump sarebbero finite le guerre o che con lui alla Casa Bianca si sarebbe costruito un ponte con l’Italia tra governi marcatamente caratterizzati a destra, abbiano da che riflettere. Certo è che le relazioni tra un’amministrazione americana e un governo italiano non hanno mai toccato punti così bassi, anche nei momenti più difficili. E questo è un dato che ci dovrebbe molto preoccupare”. Così il deputato democratico ex ministro della difesa, Lorenzo Guerini.
In serata nuovo attacco del tycoon. Giorgia Meloni “era una grande sostenitrice ma non la voglio come fan, perché non c’era, né lei né la Nato, quando si trattava della questione dello Stretto di Hormuz”. Così il presidente Usa Donald Trump, in una intervista a Nbc.