Accuse e contraccuse animano il dibattito politico dopo lo sciopero dei metalmeccanici che ha visto momenti di tensione, in particolare a Bologna, dove una manifestazione ha causato il blocco del traffico in tangenziale. L’opposizione, guidata da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, denuncia una “brutale repressione del dissenso” legata all’applicazione del nuovo Decreto Sicurezza, mentre la maggioranza, con Fratelli d’Italia e Forza Italia, difende l’operato delle forze dell’ordine e stigmatizza le modalità della protesta.
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, intervenendo al convegno “Giustizia secondo Costituzione” a Roma, non ha usato mezzi termini: “Il decreto sicurezza propone 14 nuovi reati e nuove aggravanti e riempie le carceri. Io non sopporto più l’ipocrisia di chi si riempie la bocca a parlare di sicurezza e tagliano i fondi ai sindaci.”
Schlein ha collegato direttamente gli eventi di Bologna al nuovo decreto: “A pochi giorni dall’approvazione del decreto sicurezza, abbiamo la dimostrazione che avevamo ragione noi: di fronte all’incapacità di dare risposte al Paese sceglie di punire chi si lamenta. È una vecchia tecnica, lo dico a Meloni, si fa il Governo del nemico.” La segretaria ha poi rincarato la dose: “Durante lo sciopero dei metalmeccanici i lavoratori sono stati denunciati perché protestavano. Ecco l’obiettivo del dl sicurezza: era non ascoltare il grido dei lavoratori, ora chi si lamenta viene punito.”
Anche il Movimento 5 Stelle si allinea alle critiche, con i rappresentanti nelle commissioni Giustizia di Camera e Senato – Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato – che affermano: “Oggi a Bologna nel corso della manifestazione dei metalmeccanici è avvenuto esattamente quello che avevamo previsto nel dibattito sul vergognoso decreto Sicurezza.”
I pentastellati respingono le accuse di sostenere manifestazioni non autorizzate, sottolineando che “l’espressione del dissenso non può essere incanalata in modo ottuso in rigide categorie.” Per il M5S, bloccare il traffico per circa un’ora, come avvenuto sulla tangenziale di Bologna, non dovrebbe portare a una “brutale repressione penale fino a prevedere il carcere.” Il comunicato accusa il governo Meloni di “gestire la delusione e la rabbia dei lavoratori precari, sottopagati e con i contratti scaduti, con il carcere e non con politiche che portino tutti i lavoratori del nostro paese nella civiltà e nella dignità.”
Dalla maggioranza, arriva la ferma replica di Galeazzo Bignami, capogruppo dei deputati di Fratelli d’Italia. Bignami accusa l’opposizione di strumentalizzazione: “Mi sembra evidente come qualcuno stia provando a esasperare quanto avvenuto a Bologna per ragioni meramente politiche, nel tentativo di costruire ad arte situazioni di conflitto, spero non un incidente ben più grave.”
Il deputato di FDI ha chiarito la posizione del governo: “Doverosamente i lavoratori della Questura, che non sono giudici, hanno segnalato alla Procura, a cui spetta una valutazione giuridica, quanto avvenuto, come sempre in questi casi e già da prima del dl sicurezza. Spetterà ai magistrati valutare se ci sono violazioni del dl Sicurezza.” Bignami ha poi criticato le modalità della protesta: “Cosa diversa se parliamo della correttezza di quanto fatto oggi da certi sindacati. Entrare in tangenziale, di fatto bloccando il traffico e costringere i malcapitati automobilisti e lavoratori a subire questa protesta non lo ritengo giusto. La nostra Costituzione ci insegna che è legittimo manifestare e scioperare, ma che va fatto rispettando regole e persone. Non sono lavoratori anche quelli che si sono trovati bloccati in tangenziale? E sicuramente non l’hanno presa bene, visto quanti concittadini malcapitati mi hanno scritto e cosa mi hanno scritto.”
A fargli eco è Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, che al Tg3 ha ribadito la necessità di manifestare nel rispetto delle regole: “Si manifesta in piazza, non si bloccano le strade, le tangenziali e il traffico per chi lavora, si va a curare o va a studiare. Le leggi ci sono, tutti possono esprimere il pensiero ma non impedendo alle persone di circolare.”