L’annuncio dell’abolizione del bollo auto per i veicoli fino a 80 kW e le moto ha innescato un acceso botta e risposta sui social media tra il leader di Italia Viva Matteo Renzi e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
L’attacco di Matteo Renzi
Renzi è intervenuto su Facebook approvando in linea di principio la misura («Abbassare le tasse è sempre una buona idea»), ma ha accusato la premier di incoerenza politica e propaganda:
- L’accusa di copiatura: L’ex premier ha ricordato come nel 2016, quando il suo governo ipotizzava un taglio del bollo da 7 miliardi, Meloni lo attaccò definendolo un «venditore di pentole» e accusandolo di usare l’annuncio per diversificare l’attenzione dall’arresto (poi finito con l’assoluzione) dell’allora sindaco PD di Lodi.
- Le riforme rivendicate: Renzi ha sottolineato di aver eliminato in passato l’IMU sulla prima casa, ridotto l’IRAP sul costo del lavoro e introdotto il bonus 80 euro, invitando Meloni a «togliere il bollo davvero, non per finta» e a scusarsi per il giustizialismo di allora.
La replica di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia
La premier ha risposto direttamente nei commenti al post di Renzi con una battuta sintetica:
«Bravo Matteo. Oggi hai scoperto la differenza tra annunciare e realizzare».
A sostegno della premier è intervenuto anche il senatore Franco Zaffini (FdI), ribadendo che Renzi il bollo auto si limitò ad annunciarlo senza mai toccarlo, confermando l’etichetta di «venditore di pentole» usata in passato.
La contro-replica di Renzi
Renzi ha chiuso la polemica con un ultimo affondo sulla concretizzazione delle promesse politiche:
- Fatti contro annunci: «Io ho realizzato 80 euro, Industria 4.0, IRAP costo del lavoro, TAP, IMU prima casa. Tu hai annunciato l’uscita dall’euro, l’eliminazione delle accise e la pressione fiscale al 40%. Hai annunciato molto, hai realizzato poco».
- Stoccata finale: L’ex premier ha concluso invitando la presidente del Consiglio a «staccare i social e tornare a lavorare a Palazzo Chigi».