Il dibattito economico infiamma la politica italiana e spacca trasversalmente le coalizioni. All’indomani delle aperture tattiche di Elly Schlein su una possibile tassazione dei grandi patrimoni a livello europeo e nazionale, il centrodestra erige un muro insormontabile. Il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha dato il via a una durissima controffensiva mediatica, scatenando la reazione immediata di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e raccogliendo, a sorpresa, anche le critiche da destra del neonato movimento settentrionale “Patto per il Nord”.
Tajani alza il muro: «Finché ci siamo noi, mai la patrimoniale»
Il segretario azzurro ha affidato a un post su X una netta dichiarazione di guerra fiscale alla sinistra, blindando la linea economica del governo Meloni:
Antonio Tajani: «La sinistra è unita solo quando vuole infilare le mani nelle tasche degli italiani. Finché Forza Italia sarà al governo e in Parlamento non ci sarà mai la patrimoniale! La nostra ricetta è: meno tasse per tutti! La sinistra vuole più tasse per tutti!».
Sulla stessa lunghezza d’onda si è schierata la vice segretaria di Forza Italia, Deborah Bergamini, che ai microfoni del Tg2 ha ribadito il “sonoro no” del partito alla misura progressista: «Forza Italia ha in mente un Paese che attragga investimenti e opportunità. Noi intendiamo continuare ad abbassare le tasse e la spesa pubblica, la sinistra invece vuole solo aumentarle».
Fratoianni rilancia: «A Milano il meeting internazionale “Tax the Rich”»
La risposta del fronte rossoverde non si è fatta attendere. Il leader di AVS, Nicola Fratoianni, ha attaccato frontalmente Tajani, accusandolo di voler far gravare i sacrifici economici unicamente sui ceti meno abbienti e sul ceto medio, tutelando i grandi patrimoni:
- La difesa delle classi popolari: «Non avevo alcun dubbio che Tajani fosse contrario a chiedere qualcosa a quei pochi super-ricchi che ci sono in Italia ma che posseggono gran parte della ricchezza del Paese. Per lui devono continuare a pagare le tasse, sempre più alte con questo governo, e a fare sacrifici le classi popolari e il ceto medio. Per noi no: chi ha tanto può benissimo contribuire con un minimo sforzo».
- L’appuntamento europeo: Fratoianni ha poi annunciato che la battaglia contro le diseguaglianze diventerà un manifesto europeo. Venerdì 5 giugno a Milano si terrà infatti il meeting internazionale “Tax the Rich”, promosso e organizzato dall’European Left Alliance (il partito della Sinistra europea a cui aderisce AVS), che vedrà la partecipazione di leader politici della UE, economisti e parlamentari. «Tassare i patrimoni di un’esigua minoranza di ricchi per il benessere generale non può più essere un tabù», ha concluso il leader di AVS.
L’affondo da destra del Patto per il Nord: «Pressione fiscale record, Tajani non è credibile»
Se lo scontro asse destra-sinistra era ampiamente prevedibile, a sparigliare le carte è intervenuta una nota polemica del Patto per il Nord. Il movimento autonomista ha espresso totale contrarietà alla patrimoniale (“una follia”), ma ha contestato duramente la narrazione di Tajani sulle tasse, tirando in ballo i dati storici dei bilanci pubblici:
Nota del Patto per il Nord: «Il Governo Berlusconi-Bossi del 2001, quando Forza Italia era al 30% e la Lega al 4%, riuscì ad abbassare la pressione fiscale al 40,5%. Oggi la pressione fiscale è al 43,1%, la più alta da 11 anni a questa parte. Lo slogan “meno tasse per tutti” poteva dirlo con credibilità quel governo, non questo».
Il movimento settentrionale ha poi lanciato una stoccata geopolitica ed elettorale al vicepremier, evidenziando le storiche fratture produttive del Paese: «Il leader di FI dimentica che in Italia c’è mezzo Paese (il Nord) che paga molto più di quello che riceve. Forse non è un caso se adesso Forza Italia prenda più voti al Sud, che riceve, rispetto al Nord che paga».