Nuovo fronte di scontro tra il governo e la Corte di Cassazione. Dopo le critiche mosse al decreto sicurezza, l’Ufficio del Massimario e del Ruolo della Suprema Corte ha sollevato “dubbi di costituzionalità” sul protocollo d’intesa siglato tra Italia e Albania per la gestione dei migranti. La relazione redatta dall’Ufficio getterebbe ombre sulla compatibilità dell’accordo con la Costituzione italiana, il diritto internazionale e quello dell’Unione Europea.
Non è la prima volta che l’intesa con Tirana finisce sotto i riflettori: già in passato era stata bocciata dai giudici, costringendo l’esecutivo a rivedere alcune parti. Il ministro per gli Affari Europei, Tommaso Foti, tra i più vicini alla premier Giorgia Meloni, ha però chiarito che il governo “andrà avanti” nel contrasto all’immigrazione irregolare, respingendo al mittente le obiezioni della Cassazione. “Mentre in Europa l’approccio del governo Meloni al contrasto dell’immigrazione irregolare viene adottato come modello di riferimento, in Italia alcuni organi giurisdizionali sembrano più impegnati a ostacolarne l’azione”, ha attaccato Foti.
Intanto, sul tavolo del Consiglio dei Ministri di domani, 1° luglio 2025, dovrebbe arrivare un nuovo Decreto Flussi. Il Dpcm, atteso da tempo, definirà le quote di ingressi regolari di migranti, prevedendo circa 500.000 arrivi per il triennio 2026-2028. Si stimano 164.800 ingressi l’anno tra lavoratori stagionali e non, inclusi colf e badanti.
La posizione della Cassazione sull’accordo con l’Albania ha riacceso la polemica sulle cosiddette “toghe rosse”, già nel mirino dell’esecutivo per i rilievi mossi al decreto sicurezza, in particolare sulle norme contro l’occupazione abusiva. “Che all’interno della magistratura vi siano figure che esprimono simili giudizi non ci sorprende. È un parere, irrilevante sul piano giuridico”, affermano fonti della Lega, aggiungendo che “i magistrati spesso non hanno la minima idea di cosa accada fuori dai tribunali”.
Politici di maggioranza non hanno risparmiato critiche: Galeazzo Bignami (FDI) ha attaccato: “Le toghe rosse difendono chi occupa casa? Se ne facciano una ragione: il governo Meloni e Fratelli d’Italia hanno detto no allo Ius Salis”. Maurizio Gasparri (Forza Italia) ha promesso “nuovi provvedimenti per tutelare i cittadini e difendere il popolo in divisa”, mentre il ministro della Giustizia Carlo Nordio si è dichiarato “incredulo” e il titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, ha definito “ideologica” la posizione della Suprema Corte.
L’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha replicato sottolineando che “uno dei compiti specifici dell’Ufficio del Massimario” è proprio quello di “redigere le relazioni sulle novità normative, evidenziandone anche le eventuali criticità dal punto di vista della tenuta costituzionale”, ribadendo “l’importanza del rispetto nel democratico confronto fra le Istituzioni dello Stato”.
Nel frattempo, il centrodestra si prepara a un nuovo giro di vite sul fronte sicurezza. La Lega ha annunciato ulteriori disposizioni a tutela delle forze dell’ordine, con l’apertura di Fratelli d’Italia e Forza Italia. “Se saranno necessari miglioramenti al dl sicurezza approvato lo valuteremo, ma sempre mettendo al centro i principi di sicurezza e legalità che hanno ispirato la legge”, ha affermato Maurizio Lupi (Noi Moderati).
Fonti parlamentari della Lega hanno spiegato che le nuove misure, ancora in fase di elaborazione ministeriale, potrebbero confluire in un prossimo decreto sicurezza. L’obiettivo sarebbe “proteggere gli operatori delle forze dell’ordine, evitando – senza introdurre scudi di impunità – che vengano coinvolti in inchieste prive di fondamento, con conseguenze dannose per la loro reputazione e carriera”. Una delle modifiche previste riguarderebbe l’estensione della norma sull’occupazione abusiva anche ad altri immobili, oltre alla prima casa.