Il governo britannico lancia una sfida diplomatica e militare per sottrarre la Groenlandia alle mire espansionistiche di Washington. Secondo indiscrezioni del Telegraph, il Primo Ministro Keir Starmer ha avviato colloqui serrati con Parigi e Berlino per il dispiegamento di una forza d’intervento rapido sull’isola. L’obiettivo è duplice: proteggere il fianco nord della Nato dall’attivismo di Russia e Cina e, contemporaneamente, inviare un segnale di deterrenza a Donald Trump, intenzionato a riaprire il dossier dell’annessione dell’isola.
Il progetto prevede l’impiego coordinato di truppe di terra, unità navali e caccia intercettori con base a Nuuk. Nonostante il ministro dei Trasporti Heidi Alexander abbia tentato di derubricare i piani a “discussioni di routine”, la tensione è altissima.
La strategia: rafforzare la presenza militare per rendere politicamente e militarmente impraticabile qualsiasi iniziativa unilaterale statunitense. L’asse con la Norvegia: Londra ha già accelerato la produzione di fregate Tipo 26 e potenziato l’addestramento congiunto dei Royal Marines in territorio scandinavo per la protezione delle infrastrutture sottomarine.
Scontro frontale tra la Casa Bianca e i vertici del Pentagono. Secondo fonti citate dal Daily Mail, il Presidente Trump avrebbe dato ordine al JSOC (Comando congiunto per le operazioni speciali) di elaborare un piano d’invasione per la Groenlandia.
Dietro la spinta dei “falchi” dell’amministrazione, guidati da Stephen Miller, il Presidente starebbe cercando di replicare il modello dell’operazione contro Maduro in Venezuela. Tuttavia, i capi di Stato Maggiore si sarebbero opposti fermamente, citando l’illegalità internazionale dell’azione e l’assenza di copertura del Congresso. Analisti diplomatici britannici leggono l’escalation come una manovra di distrazione di massa in vista delle imminenti elezioni di metà mandato.
Non cala la tensione nel Mar dei Caraibi. Il Presidente degli Stati Uniti ha lanciato un ultimo avvertimento al governo cubano: “Accettate l’accordo prima che sia troppo tardi”. La minaccia è stata accompagnata da un gesto simbolico ma pesante: il rilancio di un messaggio che indica il senatore Marco Rubio come il “nuovo leader” ideale dell’isola.
La replica del governo cubano è stata durissima. Fonti ufficiali dell’Avana hanno definito l’amministrazione statunitense composta da “criminali fuori controllo”, respingendo ogni tentativo di interferenza nella sovranità nazionale.
Mentre il fronte artico e quello caraibico si infiammano, non si ferma il conflitto in Europa dell’Est. Nuovi raid russi hanno colpito l’Ucraina, causando 4 morti e lasciando migliaia di famiglie al gelo a Kiev, dove l’emergenza energetica continua a peggiorare sotto i bombardamenti.