La decisione del governo di introdurre un tetto alla presenza di studenti stranieri nelle classi scatena un duro scontro politico che coinvolge indirettamente il Quirinale. Durante un’intervista televisiva a Porta a Porta, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato la misura, citando l’operato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai tempi in cui guidava il ministero dell’Istruzione.
La posizione della premier e il riferimento ai documenti del 1989-1990
Nello studio di Bruno Vespa, la premier ha respinto le interpretazioni che vedevano nelle recenti parole del Capo dello Stato ad Amatrice una linea contraria a quella dell’esecutivo. Meloni ha sottolineato che l’obiettivo comune è proprio quello di “superare i ghetti”:
“Da ministro dell’Istruzione, anche Sergio Mattarella redigeva circolari che invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nelle stesse classi,” ha ricordato la premier, facendo riferimento a due documenti redatti tra il 1989 e il 1990 che fissavano in 4-5 il numero massimo di alunni stranieri per aula.
Secondo la presidente del Consiglio, l’intervento dell’esecutivo — atteso in Consiglio dei ministri sotto forma di decreto legge o ddl — mira a una distribuzione più equa nei confronti dei ragazzi che non parlano la lingua italiana, garantendo un’integrazione basata sul “buonsenso”, così come la proposta di vietare il burqa negli edifici scolastici e nei luoghi pubblici per ragioni di sicurezza.
La replica delle opposizioni e il silenzio del Colle
Dalle fonti del Quirinale non è giunto alcun commento formale alle affermazioni della premier, limitandosi a chiarire che sono in corso interlocuzioni tecniche tra gli uffici della Presidenza e il ministero competente sui provvedimenti allo studio.
Compatte e durissime le reazioni dei partiti di minoranza, che accusano il governo di strumentalizzare la figura del Capo dello Stato:
- Elly Schlein (PD): La segretaria dem ha affermato che la premier “non ha il senso dello Stato” e sta mettendo in atto una “provocazione diretta alla più alta carica dello Stato”, sottolineando la differenza strutturale tra circolari promosse per includere e tetti di legge. Sul fronte parlamentare, Schlein ha inoltre lanciato una sfida sul ddl antisemitismo: “Cambi la definizione o non lo votiamo”.
- Movimento 5 Stelle e AVS: Dal M5S accusano Meloni di “fare propaganda attaccando il Colle”, posizione condivisa dai vertici di Alleanza Verdi e Sinistra, che evidenziano come le circolari citate avessero la funzione di agevolare l’integrazione e non di porre barriere.
Il piano del ministero e i nodi su bilancio ed elezioni
In risposta alle polemiche sull’integrazione scolastica, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato lo stanziamento di 14 milioni di euro destinati specificamente al potenziamento della lingua italiana per gli studenti stranieri.
Nel corso della trasmissione, la premier ha affrontato anche gli altri temi dell’agenda politica ed economica:
- Deficit e infrazione UE: Rammarico per il mancato rientro anticipato dalla procedura d’infrazione (deficit al 3,08%), imputabile anche alle continue revisioni dei dati Istat, confermando comunque l’impegno a confermare la detassazione degli aumenti contrattuali nella prossima manovra.
- Tensioni con Vannacci: Meloni ha precisato di non ritenere Roberto Vannacci un “cavallo di Troia di Mosca”, ma ha evidenziato come l’ex generale abbia rilanciato contenuti propri della “più vergognosa propaganda russa”.
- Legge elettorale e voto anticipato: Sulla riforma che reintroduce le preferenze, attesa all’ultimo passaggio alla Camera, Meloni ha ribadito che, qualora venisse meno la fiducia sulla legge, il governo ne prenderebbe atto aprendo la strada al voto anticipato in primavera.