Al question time la premier Giorgia Meloni ha affrontato le opposizioni difendendo le scelte economiche del governo e annunciando una storica accelerazione sul fronte energetico. Il passaggio politico più rilevante riguarda l’energia. Per contrastare l’impennata dei prezzi causata dalle tensioni geopolitiche (in primis lo scontro USA-Iran e il conflitto in Ucraina), Meloni ha annunciato che entro l’estate il governo approverà la legge delega e i decreti attuativi per la ripresa della produzione di energia nucleare in Italia. “Lavoriamo per la diversificazione delle fonti”, ha spiegato la premier, rivendicando anche la messa a regime delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), che secondo Palazzo Chigi erano state “scritte male” dai governi precedenti.
Scontro aperto con Renzi: “Siete la Famiglia Addams” Il momento di massima tensione si è consumato durante il faccia a faccia con il leader di Italia Viva. Matteo Renzi ha attaccato frontalmente l’esecutivo su legge elettorale e gestione interna (citando il caso dei licenziamenti nello staff del ministro Giuli), arrivando a paragonare il governo alla “Famiglia Addams”.
La replica della premier è stata gelida: “Invocate ogni giorno la mia presenza in Aula, ma poi, al netto di insulti e accuse, scopro che avete oggettivamente poco di cui parlare”. Meloni ha poi blindato i conti del Pnrr, dichiarando che al 31 marzo 2026 la spesa certificata ha raggiunto i 117 miliardi di euro (il 76% del totale): “Direi che abbiamo fatto un buon lavoro”.
Economia e Superbonus: “Non accetto lezioni” Sul fronte dei conti pubblici, Meloni ha rispedito al mittente le critiche sull’aumento del debito: “Non accetto lezioni da chi ha buttato 174 miliardi di euro per il Superbonus”. La premier ha poi ribadito i pilastri della sua manovra: taglio dell’Irpef, sostegno alla natalità e incentivi alle imprese che assumono, sottolineando di percepire ancora “l’affetto della gente” anche durante le sue normali uscite quotidiane, come “andare a fare la spesa al supermercato”.
Il caso Consob e il passo indietro di Freni Mentre in Aula infuriava la polemica, a Palazzo Chigi si apriva il “caso Consob”. Il sottosegretario al Mef, Federico Freni, ha annunciato il ritiro della propria candidatura alla presidenza dell’Authority. Se il vicepremier Salvini ha lasciato la Camera visibilmente irritato, il ministro Giorgetti ha scelto la via dell’ironia: “Sono contento, così resta a lavorare con me”. Resta però scoperto un tassello fondamentale nelle nomine di Stato, in un momento di forte volatilità dei mercati.