Celebrata al Quirinale la Giornata della memoria: “Auschwitz orrore assoluto, l’Olocausto voluto dalle tirannidi fasciste. Il il nostro Paese e’ la casa delle comunita’ ebraiche. La reazione israeliana a Gaza puo’ essere di ostacolo alla pace, rispettare i diritti umani di ciascuno”.
“Le ideologie di superiorità razziale, la religione della morte e della guerra, il nazionalismo predatorio, la supremazia dello Stato, del partito, sul diritto inviolabile di ogni persona, il culto della personalità e del capo, sono stati virus micidiali, prodotti dall ‘uomo, che si sono diffusi rapidamente, contagiando gran parte d’Europa, scatenando istinti barbari e precipitando il mondo intero dentro una guerra funesta e rovinosa”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella , nel corso della celebrazione del “Giorno della Memoria” al Quirinale che, citando Primo Levi, ha sottolineato come “‘la storia della deportazione e dei campi di concentramento non può essere separata dalla storia delle tirannidi fasciste”. in Europa: ne rappresenta il fondamento condotto all’estremo, oltre ogni limite della legge morale che è incisa nella coscienza umana’”. Auschwitz è stato il “più abominevole dei crimini, per gravità e per dimensione, commesso a metà dello scorso secolo nel cuore della civile Europa, dove già da molto tempo gli ideali di libertà, di rispetto dei diritti dell’uomo, di tolleranza, di fratellanza, di democrazia si erano diffusi, venivano proclamati e largamente praticati”.
” Auschwitz spalancava – e spalanca tuttora – i suoi cancelli su un abisso oltre ogni immaginazione. fanatismo, della prevaricazione”, ha aggiunto. “I Giusti tra le Nazioni” è stato il titolo delle celebrazioni che hanno visto la presenza, tra gli altri, del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni; la testimonianza di Sami Modiano, sopravvissuto ad Auschwitz; gli interventi di Noemi Di Segni, presidente dell’Ucei e di Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito. E proprio sui Giusti si sofferma il Capo dello Stato. “Di fronte alla barbarie, di fronte all’ingiustizia, tutte queste persone non hanno girato la testa, non hanno volto lo sguardo altrove. Hanno affrontato, innanzitutto dentro loro stessi, la paura, l’inerzia complice, l’indifferenza che, come ci ricorda spesso Liliana Segre – a cui rivolgo un pensiero affettuoso a ottant’anni della sua deportazione – è la più perniciosa delle colpe.I ‘Giusti’ hanno dimostrato, a rischio della propria vita e di quella dei loro familiari, che il senso di L’umanità, se rettamente coltivato, resiste in ogni condizione e supera persino i confini del tempo e della morte”, ha detto il capo dello Stato.
” Ci hanno insegnato, anche di fronte alle tragedie immani – ha evidenziato -, il valore salvifico dei gesti di coraggiosa solidarietà. Perché, per ripetere il celebre detto del Talmud, ‘chi salva una vita salva il mondo intero’. E consente di rischiare quella trama di fiducia nel genere umano che con la costruzione dei campi di sterminio sembrava per sempre distrutta.Non c’è torto maggiore che si possa commettere nei confronti della memoria delle vittime che annegare in un calderone indistinto le responsabilità o compiere superficiali operazioni di negazione o riduzione delle colpe, personali o collettive”. Mattarella ha poi ricordato che “il nostro Paese, l’Italia, adottò durante il fascismo – in un clima di complessiva indifferenza – le ignobili leggi razziste: il capitolo iniziale del terribile libro dello sterminio; e che gli appartenenti alla Repubblica di Salò collaborarono attivamente alla cattura, alla deportazione e persino alle stragi degli ebrei. Un portato inestinguibile di dolore, di sangue, di morte sul quale mai dovremo far calare il velo del silenzio. Il fanatismo, religioso o nazionalista, che, mosso da antistoriche e disumane motivazioni – ha proseguito – non tollera non soltanto il diritto ma neppure la presenza dell’altro, del diverso, ritiene di poter imporre la sua visione con la forza, la guerra e la violenza, violando i principi fondamentali del diritto internazionale e della civiltà umana”.
” ‘Siamo di fronte a un nuovo ‘crinale apocalittico’ per usare un’espressione cara a Giorgio La Pira. In alcune zone del mondo, in un’epoca così travagliata come la nostra, sembra divenuta impossibile non soltanto la convivenza, ma persino la vicinanza .I morti di Auschwitz, dispersi nel vento, ci ammoniscono continuamente: il cammino dell’uomo procede su strade accidentate e rischiose.Lo manifesta anche il ritorno, nel mondo, di pericolose fattispecie di antisemitismo: del pregiudizio che ricalca antichi stereotipi antiebraici, potenziato da social media senza controllo e senza pudore”. Proprio sull’antisemitismo il presidente della Repubblica ha ricordato come la “nostra Costituzione dispone con chiarezza: tutti i cittadini sono portatori degli stessi diritti. La presenza ebraica è stata fondamentale per lo sviluppo dell’Italia moderna e nella formazione della Repubblica. Le comunità ebraiche italiane sanno che l’Italia è la loro casa e che la Repubblica, di cui sono parte integrante, non tollererà, in alcun modo, minacce, intimidazioni e prepotenze nei loro confronti”.
Infine , un passaggio sulla guerra in Medio Oriente. “Assistiamo, nel mondo, a un ritorno di antisemitismo che ha assunto, recentemente, la forma della indicibile, feroce strage antisemita di innocenti nell’aggressione di terrorismo che, in quella pagina di vergogna per l’umanità, avvenuta il 7 ottobre, non ha risparmiato nemmeno ragazzi, bambini e persino neonati. Immagine di una raccapricciante replica degli orrori della Shoah. siamo convinti che i giacimenti di odio siano stati ingigantiti da parole e atti spietati, persino blasfemi. Il sogno di una pace – ha osservato -, sancita dal reciproco riconoscimento e rispetto delle tre religioni monoteiste figlie di Abramo, appare lontano – forse come non è mai stato in tempi recenti – ma resta l’orizzonte di un riscatto di questa parte del mondo, e non soltanto di questa. Paese a noi vicino e pienamente amico, oggi e in futuro, per condivisione di storia e di valori. Siamo e saremo sempre impegnati per la sua sicurezza. Sentiamo crescere in noi, di giorno in giorno, l’angoscia per gli ostaggi nelle mani crudeli di Hamas”.
” L’angoscia sorge anche per le numerose vittime tra la popolazione civile palestinese nella striscia di Gaza. Tante donne e bambini. Anzitutto per l’irrinunziabile rispetto dei diritti umani di ciascuno, ovunque. E anche perché una reazione con così drammatiche conseguenze sui civili – ha concluso MATTARELLA – rischiando di far sorgere nuovi leve di risentimenti e di odio. Può accrescere gli ostacoli per il raggiungimento di una soluzione capace di assicurare pace e prosperità in quella regione, così centrale nella storia dell’umanità e così martoriata. sofferto il turpe tentativo di cancellare il proprio popolo dalla terra sanno che non si può negare a un altro popolo il diritto a uno stato”.