La decima giornata di conflitto in Medio Oriente travolge i mercati mondiali. Mentre le borse asiatiche registrano perdite record, il Presidente statunitense Donald Trump tenta di rassicurare l’opinione pubblica sul fronte energetico, definendo l’attuale impennata dei prezzi come una “fase transitoria” necessaria per garantire la sicurezza globale.
L’apertura delle contrattazioni del lunedì è stata segnata dal tracollo dell’indice Nikkei, che a Tokyo ha lasciato sul terreno oltre il 6%, bruciando mesi di guadagni in poche ore. Il timore degli investitori è l’espansione incontrollata del conflitto verso i paesi del Golfo.
In Europa, l’emergenza si sposta sul gas: per la prima volta da gennaio 2023, il prezzo ha superato gli 800 dollari per 1.000 metri cubi (circa 68,6 euro per MWh), con una fiammata del 27% in una sola sessione.
Attraverso la piattaforma Truth, Donald Trump ha rivendicato la bontà della sua strategia militare: “I prezzi scenderanno rapidamente quando la minaccia nucleare iraniana sarà distrutta”, ha scritto il Tycoon, aggiungendo che l’attuale rialzo è un “piccolo prezzo da pagare per la sicurezza degli Stati Uniti. Solo i pazzi la pensano diversamente”.
Dati alla mano, la situazione è però critica per i consumatori americani: il prezzo della benzina negli USA è salito del 14% in una settimana, spingendo il Dipartimento del Tesoro ad annunciare misure d’emergenza imminenti.
Non si è fatta attendere la replica del regime iraniano. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha citato le parole del senatore americano Lindsey Graham — il quale aveva ipotizzato una partnership USA sul 31% delle riserve mondiali dopo la vittoria — per denunciare i veri obiettivi di Washington: “È tutta una questione di petrolio”, ha scritto su X.
Per tentare di arginare l’escalation dei prezzi, i ministri delle Finanze del G7 si riuniscono oggi d’urgenza. Sul tavolo c’è la proposta, caldeggiata da USA e altri due partner, di un rilascio coordinato delle riserve petrolifere strategiche di emergenza. L’operazione, coordinata dall’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE), punta a immettere milioni di barili sul mercato per raffreddare le quotazioni ed evitare il collasso industriale delle economie occidentali.