Nuova bufera sul fronte della sicurezza e delle libertà individuali. Il governo accelera sul decreto legislativo di recepimento dell’AI Act europeo, aprendo alla possibilità per le forze di polizia di raccogliere e conservare temporaneamente i dati biometrici dei cittadini anche prima della commissione di un reato. La mossa della maggioranza alla Commissione Politiche Europee del Senato ha scatenato la durissima reazione del centrosinistra: denunciando un “blitz”, i senatori di Pd e M5s hanno abbandonato i lavori.
Il nodo del provvedimento: sorveglianza e dati biometrici
Al centro dello scontro c’è la gestione delle immagini rilevate dai sistemi di videosorveglianza dotati di intelligenza artificiale. Nelle oltre novanta pagine del provvedimento, l’articolo 8 autorizza il riconoscimento biometrico in tempo reale in casi estremi (come prevenzione del terrorismo o ricerca di persone scomparsi) previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
A far insorgere le opposizioni è però l’articolo 10: la norma stabilisce che nei luoghi ritenuti più sensibili – stadi, piazze o cortei – i volti e i dati biometrici dei passanti potranno rimanere in memoria fino a sette giorni. Se in questo arco temporale si verifica un illecito, i dati diventeranno materiale investigativo; in caso contrario, verranno eliminati.
L’attacco delle opposizioni: “Rischio Stato di polizia”
Per il centrosinistra si tratta di una svolta verso la sorveglianza di massa. “È un altro mattoncino dello Stato di polizia”, attacca il dem Filippo Sensi, mentre Pietro Lorefice (M5s) parla di “deriva dangerousa”. Dure anche le reazioni di Angelo Bonelli (Avs), che denuncia il rischio di una profilazione indiscriminata, e di Riccardo Magi (+Europa): “Da Fratelli d’Italia a Grande Fratello d’Italia il passo è breve”.
A difesa dell’impianto normativo interviene il presidente della commissione Politiche Ue del Senato, Giulio Terzi di Sant’Agata (FdI), assicurando che il testo rispetta pienamente i principi europei di proporzionalità, trasparenza e supervisione umana, escludendo decisioni automatizzate affidate esclusivamente agli algoritmi.
Il monito del Garante della Privacy
A dare sostanza ai dubbi delle opposizioni arriva il parere del Garante per la protezione dei dati personali. Pur valutando il decreto complessivamente allineato alle direttive comunitarie, l’Autorità ha sollevato forti perplessità proprio sul trattamento preventivo: la raccolta automatizzata e generalizzata di dati biometrici in spazi pubblici non appare coerente con il modello europeo, nato per limitare l’uso del riconoscimento facciale a contesti mirati ed ex post.
Gli altri fronti: carceri, preferenze e tensioni nel M5s
L’accelerazione sull’IA si inserisce in una giornata politica densa di tensione su più fronti:
- Carceri e tossicodipendenza: La Camera ha approvato la legge che concede le misure alternative dei domiciliari ai tossicodipendenti condannati a pene inferiori agli 8 anni. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha sottolineato l’impatto della misura su una platea potenziale di 110 mila persone. Il Pd si è astenuto, mentre M5s e Italia Viva hanno votato contro.
- Legge elettorale: Restano le frizioni nella maggioranza sul ripristino delle preferenze. Nonostante l’annuncio del presidente del Senato Ignazio La Russa, Forza Italia ha frenato chiedendo ulteriore tempo per approfondire il dossier.
- Scontro nel M5s: Sul fronte politico interno esplodono nuovamente i veleni tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte. Il garante del Movimento ha attaccato la leadership parlando di “attaccamento alle poltrone”, a cui il presidente pentastellato ha replicato ironicamente ricordando le passate definizioni di Grillo su Mario Draghi.
Il provvedimento sul riconoscimento facciale è ora atteso alle commissioni Affari costituzionali e Giustizia prima del passaggio finale in Consiglio dei ministri.