Superati gli scogli sull’iter della legge elettorale, una nuova crepa si apre nel centrodestra. La Lega lancia un’offensiva politica sul tema della sicurezza, chiedendo il potenziamento immediato dell’operazione “Strade Sicure” e sollecitando il voto su una risoluzione a prima firma Eugenio Zoffili, pronta ad approdare all’esame dell’ufficio di presidenza della Commissione Difesa alla Camera.
La proposta del Carroccio: 109 milioni e militari nei 61 capoluoghi scoperti
Il testo presentato dal partito di Matteo Salvini impegna il governo a portare da circa 6.800 a 10.000 le unità delle Forze Armate impiegate nel presidio di stazioni ferroviarie, piazze, confini e obiettivi sensibili.
Secondo quanto evidenziato in una nota ufficiale del Carroccio, il costo dell’operazione si attesterebbe sui 109 milioni di euro all’anno e permetterebbe di coprire 61 capoluoghi di provincia attualmente sprovvisti di presidio armato. Per le coperture finanziarie, la Lega propone una soluzione destinata a far discutere gli alleati: destinare al fondo una quota prelevata «dai profitti di soli tre giorni di una grande banca italiana».
Le divisioni con la Difesa sul ruolo delle Forze Armate
L’iniziativa leghista riaccende un dibattito interno alla coalizione di governo che dura da mesi. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto (FdI), ha più volte sostenuto la necessità di riportare progressivamente i militari alle proprie funzioni primarie di difesa nazionale, sostituendo il contingente con un rafforzamento organico delle forze dell’ordine e con la reintroduzione della figura dei Carabinieri ausiliari.
| Posizioni a confronto | Proposta Lega | Linea Ministero della Difesa |
| Contingente operativo | Innalzamento a 10.000 militari | Progressivo riorientamento verso le funzioni originarie |
| Presidio del territorio | Estensione immediata a tutti i capoluoghi | Incremento di circa 12.000 unità dell’Arma dei Carabinieri |
| Copertura finanziaria | Tassazione sui profitti bancari | Rifinanziamento ordinario e riforma carabinieri ausiliari |
In Commissione Difesa, il sottosegretario Matteo Perego ha ricordato che l’assetto attuale impiega già 6.000 militari in 48 province e 1.000 siti sensibili, a cui si aggiungono 800 unità per il dispositivo “Stazioni Sicure”. I gruppi parlamentari sono ora al lavoro per valutare la possibilità di concordare un testo di compromesso prima del voto.