La settimana politica entra nel vivo con un cronoprogramma serrato che vede il Governo impegnato su due fronti: la scrittura del nuovo Decreto Sicurezza e il tentativo di incassare una storica (ma difficile) risoluzione unitaria in Parlamento.
Ecco i punti chiave delle prossime 48 ore. il Consiglio dei Ministri, inizialmente previsto per mercoledì, è slittato a giovedì pomeriggio. Questo rinvio tecnico ha due obiettivi: dialogo con il Quirinale, affinare i testi per garantire la costituzionalità delle norme, evitando rilievi preventivi dal Colle. Domattina il Ministro dell’Interno riferirà alle Camere sugli scontri di Torino e il caso Askatasuna.
Il Governo intende procedere tramite Decreto Legge per le norme considerate indifferibili. I pilastri del provvedimento sono:
- Fermo Preventivo: La possibilità di fermare persone sospettate di voler turbare l’ordine pubblico prima dell’inizio di un corteo (modello “Daspo”).
- Scudo Legale per le Divise: Evitare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati per gli agenti che operano per legittima difesa.
- Stretta sui Coltelli: Inasprimento delle pene per il porto abusivo di armi bianche.
- Daspo Urbano: Potenziamento dei divieti di accesso ai centri cittadini per i soggetti violenti.
- Norma “Chi rompe paga” (Pressing Lega): Matteo Salvini spinge per introdurre una “cauzione” obbligatoria per chi organizza manifestazioni, per coprire eventuali danni a arredi urbani o attività commerciali.
Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, sta tentando una mediazione in extremis dopo l’appello di Giorgia Meloni. L’idea è votare un documento che si limiti alla condanna degli attacchi ai poliziotti e alla solidarietà alle forze dell’ordine, senza citare le misure legislative specifiche (che dividono maggioranza e opposizione).
I margini sono strettissimi. Stefano Patuanelli (M5S) ha denunciato l’assenza di contatti reali (“nemmeno mezza telefonata”), mentre il PD di Elly Schlein ribadisce la solidarietà agli agenti ma mette in guardia contro ogni “strumentalizzazione politica” volta a giustificare leggi liberticide.