‘PRONTA A COLLABORARE’. DI MAIO, ‘M5S SOTTO ATTACCO, REAGIREMO’
La sindaca di Torino, Chiara Appendino, e’ indagata per falso ideologico. Il reato e’ ipotizzato nell’ambito dell’inchiesta sull’area ex Westinghouse, per un debito di 5 milioni verso Ream scomparso dal bilancio 2016. Coinvolti anche il capo di gabinetto Paolo Giordana e l’assessore al bilancio Sergio Rolando. Tutti e tre sono stati ascoltati dal Pm nel pomeriggio. Il legale del sindaco: ‘Norme rispettate’. Rabbiosa reazione di Di Maio: ‘Siamo sotto attacco, stanno provando ad accerchiarci. Ma ora si inizia a ribattere colpo su colpo’.
La sindaca di Torino, Chiara Appendino, e’ indagata dalla Procura di Torino per falso in relazione al bilancio 2016. Il reato nell’ambito dell’inchiesta sull’area ex Westinghouse, per un debito ‘fantasma’ di 5 milioni di euro verso Ream scomparso dal bilancio 2016. Lei si dice ‘pronta a collaborare con i magistrati’. L’inchiesta della procura di Torino riguarda anche il capo di gabinetto, Paolo Giordana, e l’assessore al bilancio, Sergio Rolando.
Un debito da 5 milioni di euro non iscritto a bilancio per la riqualificazione dell’ex area Westinghouse. Nasca da questo l’inchiesta della Procura di Torino, coordinata dal pm Marco Gianoglio, che stamattina ha notificato un avviso di garanzia alla sindaca Chiara Appendino, all’assessore al Bilancio Sergio Rolando, e al capo di Gabinetto Paolo Giordana, ipotizzando per entrambi il reato di falso ideologico in atto pubblico. Come risulta dalle carte a disposizione degli inquirenti, il Comune avrebbe omesso di inserire nel bilancio 2017 i 5 milioni versati come caparra dalla societa’ Ream, che durante la precedente amministrazione comunale si era interessata alla riqualificazione dell’ex area Westinghouse, di fronte al palazzo di giustizia, il cui progetto e stato poi assegnato al gruppo Esselunga. La mossa dell’amministrazione Appendino non aveva convinto i consiglieri di opposizione Alberto Morano e Stefano Lorusso, che nei mesi scorsi hanno presentato un esposto in Procura, ricostruendo la cronologia dei fatti ed evidenziando come la cifra non fosse mai stata restituita alla Ream. A disposizione dei magistrati, inoltre, vi sono una serie di mail inviate dal Gabinetto della sindaca all’ex direttrice finanziaria del Comune, Anna Tornoni, in cui, fra le altre cose, si chiede di escludere il debito con Ream “in quanto con quel soggetto sono aperti altri tavoli di confronto”. La direttrice risponde di non essere a conoscenza di alcun tavolo di confronto con Ream e ricorda che l’amministrazione precedente aveva assunto come impegno la restituzione dei 5 milioni di euro, definita una spesa “prioritaria rispetto alle altre”. Ai magistrati si rivolgono in seguito anche i revisori dei conti di Palazzo Civico, contrari a spostare la somma dal bilancio 2017 a quello dell’anno succesivo. Si arriva cosi’ allo scorso luglio, quando la Guardia di Finanza acquisisce da Palazzo Civico varia documentazione relativa all’area ex Westinghouse. Atti che spingono la Procura a indagare la sindaca.
Un debito da 5 milioni di euro non iscritto a bilancio per la riqualificazione dell’ex area Westinghouse. Nasca da questo l’inchiesta della Procura di Torino, coordinata dal pm Marco Gianoglio, che stamattina ha notificato un avviso di garanzia alla sindaca Chiara Appendino, all’assessore al Bilancio Sergio Rolando, e al capo di Gabinetto Paolo Giordana, ipotizzando per entrambi il reato di falso ideologico in atto pubblico. Come risulta dalle carte a disposizione degli inquirenti, il Comune avrebbe omesso di inserire nel bilancio 2017 i 5 milioni versati come caparra dalla societa’ Ream, che durante la precedente amministrazione comunale si era interessata alla riqualificazione dell’ex area Westinghouse, di fronte al palazzo di giustizia, il cui progetto e stato poi assegnato al gruppo Esselunga. La mossa dell’amministrazione Appendino non aveva convinto i consiglieri di opposizione Alberto Morano e Stefano Lorusso, che nei mesi scorsi hanno presentato un esposto in Procura, ricostruendo la cronologia dei fatti ed evidenziando come la cifra non fosse mai stata restituita alla Ream. A disposizione dei magistrati, inoltre, vi sono una serie di mail inviate dal Gabinetto della sindaca all’ex direttrice finanziaria del Comune, Anna Tornoni, in cui, fra le altre cose, si chiede di escludere il debito con Ream “in quanto con quel soggetto sono aperti altri tavoli di confronto”. La direttrice risponde di non essere a conoscenza di alcun tavolo di confronto con Ream e ricorda che l’amministrazione precedente aveva assunto come impegno la restituzione dei 5 milioni di euro, definita una spesa “prioritaria rispetto alle altre”. Ai magistrati si rivolgono in seguito anche i revisori dei conti di Palazzo Civico, contrari a spostare la somma dal bilancio 2017 a quello dell’anno succesivo. Si arriva cosi’ allo scorso luglio, quando la Guardia di Finanza acquisisce da Palazzo Civico varia documentazione relativa all’area ex Westinghouse. Atti che spingono la Procura a indagare la sindaca.