Le autorita’ russe hanno risposto con forza e sdegno all’abbattimento dell’elicottero Mi-8 in Siria, avvenuto nella provincia di Idlib, a sud di Aleppo, nel quale hanno perso la vita cinque militari. La presidente del Consiglio federale russo, Valentina Matvienko, ha dichiarato che lo “spregevole” attacco all’elicottero Mi-8 dell’aviazione russa in Siria e’ un altro crimine delle forze “che vogliono continuare la guerra in Medio Oriente”. “Lo spregevole attacco all’elicottero russo, che forniva assistenza umanitaria agli abitanti di Aleppo, e’ l’ennesimo crimine delle forze che vogliono continuare la guerra in Medio Oriente”, si legge in un telegramma inviato dalla Matvienko al ministro della Difesa Sergej Shoigu. Nel telegramma, la presidente della Camera alta del parlamento russo ha espresso condoglianze a nome proprio e dell’organo di cui e’ rappresentante alle famiglie dei militari russi “che hanno dato la propria vita compiendo il loro dovere”.
L’elicottero russo e’ stato abbattuto nella provincia di Idlib, in Siria settentrionale, e – secondo Mosca – stava tornando all’aerodromo di Hmeimim, sulla costa mediterranea, dopo aver portato aiuti umanitari ad Aleppo, dove circa 300.000 civili sono intrappolati nella citta’ sotto assedio. La tragedia di oggi e’ la piu’ sanguinosa per le forze armate russe in Siria. Ma non l’unica. Meno di un mese fa un elicottero militare Mi-25 con a bordo due piloti e’ stato abbattuto vicino Palmira, dai jihadisti dell’Isis secondo il ministero della Difesa russo. Ad aprile un altro elicottero si e’ schiantato nella regione di Homs uccidendo i due militari a bordo, ma Mosca sostiene che non ci siano prove che sia stato colpito da nemici. E poi c’e’ il jet abbattuto lo scorso novembre dagli F-16 di Ankara al confine tra Turchia e Siria: un episodio che ha aspramente deteriorato i rapporti tra Mosca e Ankara.
Il presidente della commissione della Duma di Stato (Camera bassa del parlamento russo) per la Difesa, Vladimir Komoedov, ha sottolineato come la Russia non restera’ inattiva di fronte all’abbattimento del velivolo. “La guerra non si svolge mai senza sangue. La Russia rispondera’ e anche le Forze armate. Abbiamo effettuato voli e continueremo a volare. Le nostre forze sono li’ per riportare la pace in Siria e noi raggiungeremo questo obiettivo”, ha detto Komoedov dopo aver espresso le proprie condoglianze alle famiglie e agli amici delle cinque vittime. L’elicottero Mi-8 dell’aviazione russa e’ stato abbattuto sul territorio che si trova sotto il controllo del gruppo Fronte al Nusra e delle milizie della cosiddetta “opposizione moderata” ad esso aggregate, ha dichiarato in un incontro con la stampa il responsabile della operazioni dello Stato maggiore russo, il generale Sergei Rudskoij.
Attualmente stiamo indagando, percorrendo tutti i canali disponibili, sul destino dei militari”, ha dichiarato Rudskoij, aggiungendo che secondo dati preliminari sarebbero tutti deceduti. A bordo del Mi-8 c’erano cinque persone, di cui tre membri dell’equipaggio e due ufficiali del Centro russo per la Riconciliazione delle parti in conflitto in Siria. L’elicottero russo e’ stato abbattuto durante il ritorno alla base aerea di Hmeymim, dopo la consegna di cibo e medicine per i residenti di Aleppo. L’informazione era stata confermata dal portavoce presidenziale Dmitrij Peskov.
“I piloti a bordo dell’elicottero russo Mi-8 abbattuto in Siria sono morti eroicamente, cercando di deviare il velivolo e di minimizzare le perdite al suolo”, ha dichiarato Peskov. “Conoscete la tragica notizia che e’ venuta dalla Siria. Si e’ schiantato un nostro elicottero, che effettuava una missione umanitaria ed e’ stato colpito da terra. Coloro che erano a bordo dell’elicottero sono morti eroicamente, cercando di allontanare la macchina per minimizzare le perdite a terra. Il Cremlino e’ profondamente vicino a tutti gli amici dei nostri militari caduti”, ha detto Peskov.