Aperta una via di fuga per i civili dall’assedio di Aleppo. Sarebbero fino a 300mila, molti donne e bambini, intrappolati nella guerra tra il regime e i ribelli dell’Isis. Quattro i corridoi umanitari sorvegliati dalle forze governative e dai loro alleati russi. Ma solo poche decine di persone sarebbero passate. Gli altri hanno paura di tranelli e imboscate.
Altri quattro “corridoi umanitari” oltre ai tre attualmente operativi ad Aleppo verranno aperti prossimamente per permettere l’uscita della popolazione civile dalla città assediata: lo ha annunciato il Ministero della Difesa russo. Secondo i dati diffusi dal Ministero dall’inizio delle operazioni 169 civili hanno utilizzato i corridoi umanitari per abbandonare la città, mentre 69 ribelli si sono arresi ed altre 59 persone hanno ricevuto delle cure mediche; il governo siriano avrebbe approntato “sei centri di assistenza umanitaria” con una capacità totale di tremila persone. Di fatto i convogli di aiuti umanitari internazionali non hanno accesso ad Aleppo da settimane, e la popolazione rischia la fame; l’opposizione siriana da parte sua ha definito i corridoi umanitari una “trappola” e un tentativo delle forze del regime di riconquistare la città, per metà ancora nelle mani dei ribelli.