DECISO DA RUSSIA CON APPROVAZIONE TURCHIA E IRAN
Da mezzanotte e’ entrato in vigore nella Siria occidentale l’accordo per la definizione di quattro zone ”di allentamento della tensione” deciso dalla Russia con l’approvazione di Turchia e Iran e l’assenso, diretto e indiretto, delle altre potenze internazionali e regionali, tra cui Stati Uniti, Giordania, Arabia Saudita. Secondo la proposta russa, la Turchia potra’ avere influenza nella zona nord-occidentale di Idlib, la Giordania puo’ essere l’attore che controllera’ la zona sud. Le altre due zone sono invece al centro della Siria ormai in mano alla Russia e all’Iran: tra Homs e Hama e a est di Damasco.
E’ entrato in vigore alle 00.00 di Mosca il memorandum sulla creazione delle zone di sicurezza in Siria raggiunto ad Astana da Turchia, Iran e Russia. Il memorandum prevede la creazione di zone a bassa tensione per evitare “incidenti e scontri diretti tra le parti in conflitto”: una nella provincia di Idlib, una a nord della citta’ di Homs, una nel sobborgo del Ghouta orientale (a est di Damasco) e una nel sud del paese. Le zone di sicurezza in Siria verranno chiuse ai caccia statunitensi e dei paesi facenti parte della coalizione internazionale contro lo Stato islamico (Is). L’accordo prevede la presenza di osservatori provenienti da alcuni paesi stranieri, tra cui la Giordania. L’eventuale presenza di rappresentanti di Amman come osservatore dell’attuazione del memorandum, di fatto, coinvolge Washington, considerando il forte legame fra Usa e Giordania.
L’opposizione armata siriana ha pero’ respinto il documento firmato ad Astana dai tre paesi garanti della tregua in Siriacon cui si dispone la creazione di quattro zone di sicurezza nel paese. Secondo Osama Abu Zaid delegato dell’opposizione presente in Kazakhstan, dove si e’ tenuto il quarto round dei colloqui mediati da Russia, Turchia e Iran, in questo modo la Siria non manterrebbe la sua integrita’ territoriale. L’opposizione inoltre non riconosce Teheran come garante del piano di pace. “Siamo contro la divisione della Siria. Non siamo parte dell’accordo e naturalmente non lo saremo mai finche’ l’Iran sara’ considerato un paese garante”, ha detto Abu Zaid.