La Regione Lombardia ha messo a disposizione delle popolazioni terremotate 16 moduli abitativi da tre piani per 600-650 persone, gia’ utilizzati per gli operai che hanno allestito l’ Expo. ‘Appena la Protezione civile ci dara’ il via noi siamo pronti’, ha detto il governatore Maroni, che discute oggi della questione con il commissario Errani e con il capo della Protezione civile Curcio. ‘Stiamo ragionando anche su altre forme di aiuto e collaborazione per aiutare chi ha perso tutto’, spiega Maroni. Nuove scosse registrate nella notte e stamani, disagi alla viabilita’ per una frana sulla via Salaria.
“Come Regione Lombardia siamo disponibili a dare un aiuto concreto anche oltre ai moduli abitativi di Expo. Vedremo quello che serve per aiutare chi ha perso tutto. Ne discuto ora con il commissario Vasco Errani e il Capo dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, al suo arrivo alla Prefettura di Rieti dove partecipa a una riunione per fare il punto sulle iniziative da adottare a favore dei territori del Centro Italia colpiti dal terremoto del 24 agosto scorso. “Ieri – ha aggiunto Maroni, accompagnato dall’assessore lombardo alla sicurezze, Simona Bordonali – 8 nostri tecnici hanno cominciato a lavorare e a fare le prime valutazioni. Noi siamo pronti e quando la Protezione civile ci dirà che servono i moduli siamo pronti a muoverci con il nostro sistema di Protezione civile che funziona molto bene”.
I moduli abitativi utilizzati durante l’Expo di Milano e messi a disposizione dalla Regione Lombardia per le zone colpite dal terremoto non saranno utilizzati come alloggio per gli sfollati, ma saranno impiegati per strutture “di servizio” come scuole, attivita’ varie e altro. Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, al termine della riunione tenuta presso la Prefettura di Rieti con il governatore della Lombardia Roberto Maroni e il commissario alla ricostruzione Vasco Errani. “La linea tracciata per le unita’ abitative – ha chiarito Curcio – e’ quella delle cosiddette casette, per cui questi moduli non trovano spazio per un utilizzo di tipo abitativo. Non e’ escluso pero’ che quota parte di questi prefabbricati possano essere utilizzati per finalita’ particolari. Il parco e’ vasto, e la collaborazione con la Regione Lombardia e’ continuamente attiva”. Maroni ha affermato che “ci sono altre strutture a disposizione, oltre ai moduli abitativi, che possono essere messi a disposizione per scuole o strutture di servizio non appena definito il piano di intervento da parte della Protezione Civile saremo pronti a trasferire le unita’ in pochi giorni. E’ questo – ha sottolineato – il contributo che vogliamo dare come Regione, e non e’ escluso che cio’ che non serve nell’immediato non possa rendersi utile nel prossimo futuro”.