L’intervento di inizio anno di Giorgia Meloni, durato circa tre ore, ha innescato una durissima reazione corale da parte delle opposizioni. Il fulcro delle critiche riguarda la presunta “incoerenza” tra le promesse elettorali e l’azione di governo, oltre a una narrazione del Paese che, secondo le minoranze, non corrisponderebbe alla realtà vissuta dai cittadini.
Non si placano le polemiche all’indomani della conferenza stampa della premier Giorgia Meloni. Se da un lato Palazzo Chigi rivendica la solidità dell’esecutivo e rilancia su riforme chiave come quella elettorale, dall’altro le opposizioni denunciano un governo che “galleggia” e che, dopo tre anni, continuerebbe a usare una retorica da campagna elettorale senza risolvere i nodi su sanità, carovita e fisco.
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha guidato l’attacco puntando l’indice sui risultati economici: “Meloni prometteva di abolire le accise e le ha aumentate; prometteva di ridurre le tasse e siamo ai massimi da dieci anni”. Secondo Schlein, la premier avrebbe confermato la sua “incoerenza” anche sulle pensioni, avendo di fatto ritardato l’età pensionabile nonostante gli impegni opposti.
Il fronte del centro e della sinistra radicale
- Carlo Calenda (Azione): Accusa la premier di ambiguità in Europa. “Essere un giorno con Orbán e uno con Merz non porta da nessuna parte”, ha scritto su X, bocciando anche l’ipotesi di riaprire un dialogo con Putin mentre continuano i bombardamenti in Ucraina.
- Matteo Renzi (Italia Viva): Parla di una premier “in difficoltà su tasse e sicurezza”, ipotizzando che “l’incantesimo stia svanendo”.
- Bonelli e Fratoianni (AVS): Si sono concentrati sul “Paese reale”, denunciando l’erosione del potere d’acquisto e il fallimento del Piano Casa.
- Riccardo Magi (+Europa): Accusa l’esecutivo di aver rinunciato a una vera politica estera europea in favore di una posizione più sovranista.