La decisione del governo Meloni di aderire al nuovo target del 5% di spesa per la difesa in ambito NATO scatena la dura reazione delle opposizioni. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, e la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, non hanno risparmiato critiche feroci, accusando la Presidente del Consiglio di irresponsabilità e di mettere a rischio il futuro sociale del Paese.
Da Piazza Montecitorio, Giuseppe Conte ha alzato i toni: “Giorgia Meloni si è assunta una responsabilità gravissima: ha firmato il disastro sociale per l’Italia”. Secondo i calcoli del M5s, l’impegno sottoscritto dalla premier significherebbe un esborso di “oltre 400 miliardi in più per l’Italia fino al 2035 in armi e investimenti militari”. Una cifra, per Conte, insostenibile per le casse italiane.
“Il Paese non può sostenere una spesa simile. Questo significa nuovi debiti, nuovi tagli e distruggere ancora più il nostro sistema sociale”, ha tuonato Conte, chiedendo a Meloni di spiegare dove troverà questi soldi. Il leader pentastellato ha poi rincarato la dose, definendo la premier non solo “irresponsabile, ma anche vigliacca” per aver rinviato al 2027 e agli anni successivi l’impatto maggiore delle spese. “Si chiama tradimento, si chiama vigliaccheria. Non ha ricevuto questo mandato dagli italiani”, ha concluso, ribadendo che gli italiani hanno bisogno di investimenti in sanità, istruzione, tecnologia e politiche per il lavoro.
Sulla stessa linea, da Bruxelles, la segretaria del PD Elly Schlein ha bollato l’obiettivo del 5% come “irrealistico, dannoso e sbagliato”. “È grave che con leggerezza Giorgia Meloni abbia deciso di impegnarsi”, ha dichiarato Schlein a La7, sottolineando come il premier spagnolo Pedro Sánchez abbia dimostrato che fosse possibile dire di “No”. “Giorgia Meloni non sa mai dire No a Donald Trump”, ha provocato la segretaria dem.
Schlein ha poi criticato la presunta mancanza di trasparenza della premier: “La premier in Aula non ha detto la verità al Paese, impegnarsi per il 5% di spesa militare sul Pil vuol dire spendere da qui al 2035 445 miliardi in più. Rischia di essere la fine dello Stato sociale in Italia”. E alla replica di Meloni sulla sostenibilità della spesa, Schlein ha risposto duramente: “Non sa fare i conti. Basta guardare i numeri senza prendere in giro le persone. Meloni sta già tagliando la sanità pubblica senza ammetterlo. Spieghi come fa a far fare a Donald Trump la prossima legge di bilancio, questo è il punto”.
Non solo NATO, Elly Schlein ha espresso forti critiche anche nei confronti della Commissione Europea, avvertendo che i voti del PD in Parlamento Europeo “non possono essere dati per scontati”. “I nostri voti contano parecchio”, ha affermato, riferendosi al sostegno a Ursula von der Leyen.
Il gruppo del PD, ha spiegato Schlein, è “molto critico in questo momento rispetto ad alcune scelte senza precedenti”, citando in particolare il ritiro di una direttiva sulla questione green che era ormai in fase avanzata di negoziato. Una decisione che, a suo dire, “scavalca il Parlamento che stava negoziando e che lo fa per un capriccio dei conservatori sempre rincorsi dai popolari europei”.