Gli Stati Uniti sono ufficialmente entrati in shutdown alla mezzanotte locale (le 6 in Italia), paralizzando di fatto parte dell’amministrazione federale. L’impasse di bilancio al Congresso, scaturito dallo scontro tra i Repubblicani di Donald Trump e l’opposizione Democratica, non ha trovato soluzioni in extremis, portando alla prima chiusura del governo in sette anni.
La paralisi è stata innescata dal blocco della proposta di legge repubblicana per mantenere attivo il governo: il voto in Senato si è concluso con 55 a 45, non raggiungendo la soglia necessaria di 60 voti. La mancanza di sette voti democratici è stata determinante, poiché i parlamentari si sono opposti al mancato ripristino di essenziali spese sanitarie destinate ai ceti più deboli.
Lo shutdown ha immediate e gravi ripercussioni. Diverse centinaia di migliaia di dipendenti pubblici saranno messi in disoccupazione temporanea e non riceveranno lo stipendio finché la chiusura non sarà risolta. Si stimano 750.000 funzionari federali in situazione di disoccupazione parziale, con una potenziale perdita di reddito totale stimata dal Congressional Budget Office (CBO) pari a 400 milioni di dollari.
Si prevedono gravi disagi per gli utenti dei servizi pubblici, anche se funzioni vitali come il servizio postale, le Forze Armate e i programmi di assistenza (come la previdenza sociale e i buoni alimentari) non saranno influenzati.
Questa è la quindicesima chiusura dal 1981 e la prima dopo lo shutdown record di 35 giorni tra il dicembre 2018 e il gennaio 2019, durante il primo mandato di Trump.
Il Presidente Trump ha immediatamente incolpato i Democratici per lo stallo, minacciando di colpire le priorità dell’agenda progressista e operare tagli massicci nel settore pubblico. Ha persino paventato l’idea di licenziare dipendenti che ne sarebbero “gravemente colpiti” e che, a suo dire, sono o “diventeranno democratici”. Queste minacce si sommano all’ansia del personale federale già causata dai licenziamenti su larga scala avviati dal Dipartimento per l’efficienza governativa (Doge) guidato dall’ex consigliere presidenziale Elon Musk.
Sul fronte economico, le prime reazioni dei mercati mostrano i future di Wall Street in calo, mentre la Borsa di Tokyo, l’unica aperta in Asia per la Golden Week, registra un andamento negativo. Gli analisti della compagnia di assicurazioni Nationwide avvertono che ogni settimana di chiusura potrebbe ridurre la crescita del PIL degli Stati Uniti di 0,2 punti percentuali.