TAVOLO SOSPESO DA CALENDA, ‘DOSSIER PASSA A NUOVO GOVERNO’
I sindacati hanno bocciato la proposta del governo sulla vertenza Ilva. Lo hanno annunciato i segretari generali di Fim, Uilm e Fiom lasciando il tavolo. ‘Testo non condivisibile’, ha detto Palombella. ‘Gli esuberi restano’, ha detto Bentivogli e ‘Mittal non si e’ mossa di un millimetro’, ha detto Re David. il ministro Carlo Calenda ha dichiarato che ‘il governo ritiene di aver messo in campo ogni possibile azione e strumento per salvaguardare l’occupazione. Il dossier passa al nuovo governo’.
Non ci sarà nessuna trattativa sulla bozza di accordo presentato dal governo per la cessione dell’Ilva ad Am InvestCo. Il ministro dello sviluppo Economico, Carlo Calenda, infatti, davanti ad un fronte sindacale spaccato, e ai dubbi sulla legittimità dell’operato di un esecutivo dimissionario da parte di alcune organizzazioni, ha ritenuto “che non ci fossero le condizioni per andare avanti”, interrompendo di fatto la trattativa.
“Per sbloccare il negoziato il governo ha proposto uno schema di accordo tra le parti che assicura occupazione a tempo indeterminato per tutti i lavoratori attualmente in Amministrazione Straordinaria alle stesse condizioni economiche e normative attuali. Oltre a tutto questo l’Amministrazione Straordinaria si è resa disponibile a mettere in campo un piano di incentivi all’esodo fino a 200 milioni di euro. Allo stesso tempo il Governo, il Comune di Taranto ed Arcelor Mittal hanno definito il testo di un protocollo d’intesa per rafforzare i controlli e le verifiche sul danno sanitario, anticipare gli interventi ambientali e varare importanti misure di compensazione per la Città. Le ragioni di questa proposta risiedono nella necessità di concludere rapidamente l’accordo sindacale onde evitare due rischi rilevanti: 1) l’esaurimento della cassa di ILVA previsto per il mese di luglio; 2) la rinuncia di Mittal alla condivisione dell’accordo sindacale che consentirebbe all’ILVA di Taranto di procedere direttamente alle assunzioni superando la necessità dell’accordo. I sindacati hanno deciso di non aderire alle linee guida dell’accordo proposto. Il Governo ritiene di aver messo in campo ogni possibile azione e strumento per salvaguardare l’occupazione, gli investimenti ambientali e produttivi anche attraverso un enorme ammontare di risorse pubbliche (fino ad oggi il governo ha finanziato ILVA in Amministrazione straordinaria con circa 900 milioni di euro). Si ricorda che l’offerta di Mittal prevede investimenti per 2,4 miliardi a cui si aggiungono 1,8 miliardi di prezzo che servono anche a rimborsare lo Stato e l’indotto A questo punto il dossier passa al nuovo governo”. Lo dichiara il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.
“Altro che questione politica, qui la questione e’ sindacale. A me non interessa da chi e’ formato il governo ma interessa il merito”. Cosi’ la leader della Fiom, Francesca Re David, risponde alle accuse di aver respinto il piano di Calenda su Ilva per aspettare il prossimo governo. Oggi e’ stato fatto “solo qualche cambiamento da parte del governo e non di Mittal che non si e’ spostata mai di un centimetro. I lavoratori boccerebbero l’accordo, noi non siamo al servizio di nessuno”, conclude.
“Abbiamo interrotto la trattativa due settimane fa chiedendo che ArcelorMittal cambiasse la posizione sul numero degli occupati – spiega la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David – la posizione dell’azienda non e’ cambiata. C’e’ una proposta del governo fondata sul contratto di acquisizione con AM”. Secondo Re David non c’e’ una garanzia di contratti a tempo indeterminato per tutti i lavoratori ne’ garanzie sulle condizioni salariali. “Non abbiamo ancora mai fatto una trattativa di merito”, ha aggiunto Re David spiegando che AM non ha bisogno dell’accordo sindacale per acquisire l’Ilva: “L’accordo non e’ vincolante, ne ha bisogno in caso di deroghe alle leggi”. Re David ha respinto con forza l’ipotesi che le posizioni di alcuni sindacati fossero di stampo politico: “Non mi interessa da chi sara’ formato il nuovo governo, mi interessa solo il merito della trattativa. AM non si e’ spostata di un millimetro e i lavoratori boccerebbero un accordo sulla proposta presentata oggi”. Secondo il segretario generale della Fim, Marco Bentivogli, esistono invece “motivi piu’ politici che sindacali” che hanno fatto saltare la trattativa: al tavolo ‘un pezzo dei sindacati’ ha sostenuto che il ministro non era piu’ legittimato a trattare, forse perche’ speranzoso di avere in futuro un governo amico. A questo punto il governo ha detto che non c’erano piu’ le condizioni per proseguire. Personalmente non avrei accettato la provocazione e non sarei caduto nella trappola, avrei proseguito il lavoro”. La Fim, invece, pur convinti che la proposta dovesse essere migliorata, si e’ detta pronta a continuare la trattativa. Disponibile a continuare il negoziato anche la Uilm, pur bocciando la proposta del governo: “Il testo che ci hanno illustrato non e’ condivisibile – ha detto Rocco Palombella – in particolare per quanto riguarda i 4.000 esuberi con la creazione della societa’ di servizi per Taranto e lavoratori che rimarrebbero nell’Ilva in amministrazione straordinaria. Per noi non puo’ esserci riduzione di organico ne’ riduzione salariale, invece ci chiedono un taglio del premio di risultato. Siamo consapevoli che ci siano difficolta’ oggettive ma non si puo’ accettare una proposta con un si’ o con un no. Ribadiamo la nostra volonta’ di continuare a negoziare ma senza i vincoli previsti dal contratto di vendita. Ci affidiamo quindi alla responsabilita’ del governo. Per noi Calenda e’ un interlocutore valido ma siamo pronti a proseguire con il nuovo governo, in continuita’ della discussione. Ora faremo le assemblee con i lavoratori e se necessario organizzeremo una mobilitazione”.