Dopo 735 giorni di conflitto, è scattato il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. La tregua, giunta dopo la ratifica notturna dell’accordo da parte del governo israeliano, apre uno spiraglio di pace in una regione martoriata. Il patto prevede lo scambio di 20 ostaggi israeliani ancora vivi con 1.950 prigionieri palestinesi, anche se l’attivista Marwan Barghouti non rientrerà nello scambio. La liberazione degli ostaggi è attesa “lunedì o martedì”.
A sorvegliare la tregua sarà una task force congiunta composta da 200 soldati statunitensi e militari provenienti da Egitto, Qatar, Turchia e, forse, Emirati Arabi Uniti. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) istituirà un “centro di coordinamento civile-militare” in Israele per facilitare gli aiuti umanitari.
Il Presidente americano Donald Trump si è attribuito il merito dell’intesa, esultando: “Abbiamo fermato la guerra, sarà una pace duratura”. Trump è atteso in Israele domenica e lunedì mattina terrà un discorso eccezionale alla Knesset, per poi recarsi in Egitto per la firma ufficiale.
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha reso omaggio al contributo della Casa Bianca: “Non avremmo potuto raggiungere questo obiettivo senza lo straordinario aiuto del presidente Trump e del suo team”, aggiungendo ironicamente: “Ora dategli il Nobel per la Pace”.
L’annuncio ha scatenato un’ondata di commenti positivi in tutto il mondo. La premier italiana Giorgia Meloni ha definito l’accordo “una straordinaria notizia che apre la strada al cessate il fuoco a Gaza, al rilascio di tutti gli ostaggi e al ritiro delle forze israeliane su linee concordate”, ringraziando Trump. Anche la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha parlato di “occasione per una pace duratura”.
L’ex presidente Barack Obama ha espresso sollievo: “Dovremmo tutti sentirci incoraggiati e sollevati dal fatto che la fine del conflitto sia imminente”.
Il Presidente francese Emmanuel Macron, pur apprezzando l’accordo, ha rilanciato con una nota critica: “Gli insediamenti israeliani [sono] una minaccia esistenziale per la Palestina”, ribadendo l’importanza della soluzione dei due Stati.
Il Vicepremier e Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha confermato l’impegno dell’Italia: “Abbiamo già i nostri carabinieri a Gerico e alle porte di Rafah. Si può incrementare la loro presenza”, ha dichiarato, aggiungendo che i militari italiani sono “apprezzati da tutte le parti” in quella che sarà una “missione di pace”.
L’ex premier Matteo Renzi, intervistato da Repubblica, ha parlato di una “svolta storica”, definendola “la vittoria della politica sulla barbarie”. Renzi ha evidenziato il ruolo cruciale di Tony Blair, Jared Kushner e, in particolare, di Trump, prevedendo che l’accordo possa portare a una rottura del governo di estrema destra in Israele.
Intanto in Italia, la città di Firenze si prepara a un weekend di tensione, con l’arrivo dei leader del centrodestra e, in contemporanea, una manifestazione per la Palestina. La sindaca Funaro ha espresso preoccupazione per la “situazione delicata”, chiedendo “rinforzi da Roma”.