Svolta legale nel procedimento sulla tragedia di Crans-Montana, il rogo che la notte di Capodanno ha sconvolto la Svizzera causando 41 morti e 115 feriti. Il Governo italiano, su impulso della premier Giorgia Meloni, si è ufficialmente costituito parte civile nel processo presso la Procura di Sion.
L’atto, depositato mercoledì dall’avvocato ginevrino Romain Jordan in coordinamento con l’Avvocatura Generale dello Stato, segna una presa di posizione diplomatica e giudiziaria senza precedenti per la tutela dei connazionali coinvolti: tra le vittime del rogo figurano infatti 6 cittadini italiani, oltre a 13 feriti gravi.
Le motivazioni di Palazzo Chigi: “Danno al patrimonio dello Stato”
La decisione di intervenire nel processo non è legata solo al supporto morale alle famiglie, ma a un “danno diretto” subito dalle casse dello Stato italiano. Palazzo Chigi contesta l’esborso di ingenti risorse mobilitate dalla Protezione Civile per fornire assistenza medica, psicologica e logistica d’urgenza ai superstiti e ai familiari, costi che l’Italia intende ora vedersi risarciti dai responsabili della strage.
Sotto accusa proprietari e autorità locali
Il documento depositato punta il dito non solo contro i proprietari del locale andato a fuoco, i coniugi Jacques e Jessica Moretti, ma ipotizza una responsabilità istituzionale delle autorità svizzere. Tra gli 11 indagati figurano infatti:
- Nicolas Féraud, sindaco di Crans-Montana.
- Numerosi funzionari e amministratori comunali, accusati a vario titolo di incendio, lesioni e omicidio colposo.
Secondo i legali dello Stato italiano, il coinvolgimento delle autorità locali nella “genesi dell’evento” è considerato “estremamente verosimile”.
Nuova inchiesta: l’ombra dei soccorsi inefficienti
Proprio oggi la Procura del Vallese ha aperto un secondo filone d’indagine che si concentrerà esclusivamente sulla gestione dell’emergenza. Testimonianze drammatiche fornite dai sopravvissuti e dai legali delle vittime italiane, come l’avvocato milanese Fabrizio Ventimiglia, descrivono scene di caos:
- Presenza di sole due ambulanze a fronte di oltre 150 tra morti e feriti.
- Carenza di bombole d’ossigeno e coperte termiche con temperature a -10 gradi.
- Feriti lasciati sui marciapiedi e curati dai passanti con mezzi di fortuna.
“Se tali criticità saranno confermate — spiega l’avvocato Ventimiglia — il nesso tra le mancanze dei soccorsi e l’aggravamento delle condizioni dei feriti sarebbe evidente”.
Diplomazia al lavoro
L’iniziativa giudiziaria italiana giunge in un momento diplomatico delicato: il prossimo 5 maggio è previsto a Roma l’incontro tra il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente della Confederazione Svizzera Guy Parmelin. Sebbene il dossier Crans-Montana non sia ufficialmente all’ordine del giorno, la mossa di Palazzo Chigi mette pressione alle autorità elvetiche a pochi giorni dal vertice.