Nel giorno del lutto nazionale elvetico, la voce del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si leva chiara da Martigny: “Giustizia per quanto accaduto”. È il monito lasciato dal Capo dello Stato sul libro delle condoglianze al termine della commemorazione per le 40 vittime (di cui 6 italiane) del devastante rogo del bar Le Constellation nella notte di Capodanno.
Prima di raggiungere la cerimonia ufficiale, dove sedeva accanto al presidente francese Emmanuel Macron e alla presidente dell’Europarlamento Roberta Metsola, Mattarella ha fatto tappa all’ospedale di Zurigo. Lì ha incontrato i familiari di Leonardo Bove ed Elsa Rubino, due dei giovani connazionali che lottano tra la vita e la morte. “L’Italia intera è coinvolta in questa angoscia”, ha dichiarato il Presidente, ringraziando i medici svizzeri per lo sforzo incessante.

A Roma, la premier Giorgia Meloni ha ribadito che lo Stato non si limiterà al cordoglio. Durante la conferenza stampa, la presidente del Consiglio ha usato parole durissime: “Non è stata una disgrazia, ma il risultato di troppe persone che non hanno fatto il loro lavoro”.
L’Avvocatura dello Stato è già al lavoro per coordinarsi con la Procura elvetica e quella di Roma. Nei prossimi giorni, il sottosegretario Alfredo Mantovano riceverà i familiari per concordare una linea comune e valutare la costituzione di parte civile. Mentre la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e incendio, in Svizzera è stato disposto l’arresto di Jacques Moretti, gestore del locale, dopo un interrogatorio di oltre sei ore.

Nel pomeriggio, un momento di rara unità ha visto partecipare alla messa solenne nella Chiesa dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso sia i membri del Governo che i leader delle opposizioni, tra cui Elly Schlein e Giuseppe Conte. “Non accada mai più”, è stato il monito del cardinale Baldassarre Reina durante l’omelia, rivolgendosi ai familiari presenti in lacrime.