Il giorno dopo la folle corsa di Salim El Koudri, che ha falciato i passanti nel centro di Modena provocando otto feriti, lo Stato stringe i tempi e si presenta unito sul territorio. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni — rientrata d’urgenza dopo aver cancellato il bilaterale a Cipro — si sono recati insieme negli ospedali dell’Emilia-Romagna per far visita ai feriti più gravi.
La visita negli ospedali e il grazie del Colle ai medici I due leader istituzionali sono atterrati a Bologna, dove si sono scambiati alcune parole in pista prima di muoversi in corteo verso l’ospedale civile di Baggiovara (Modena), dove si trovano ricoverate due donne. Qui Mattarella ha voluto ringraziare sentitamente l’équipe sanitaria: “Grazie per quello che fate in questa circostanza drammatica ma anche abitualmente. Sia la presidente Meloni che io siamo consapevoli del vostro sforzo quotidiano. I cittadini vi seguono con attenzione e riconoscenza”.
Subito dopo, il Capo dello Stato e la premier si sono spostati al Maggiore di Bologna per far visita a una coppia di cinquantacinquenni coinvolta nell’attacco, con la donna che versa tuttora in gravissime condizioni.
L’ovazione per l’eroe che ha bloccato il carnefice Fuori dall’ospedale modenese si è radunata una folla di cittadini che ha accolto Mattarella al grido di “Grazie Presidente”. Il momento più emozionante della giornata è stato però il tributo a Luca Signorelli, il passante che ieri ha affrontato El Koudri rischiando la vita per immobilizzarlo prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Accolto da una vera e propria ovazione, Signorelli ha commentato commosso: “Ho fatto vedere che l’Italia non è morta”. Un gesto definito “eroico” dallo stesso ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha chiesto per lui un riconoscimento ufficiale da parte dello Stato.
Governo diviso: la Lega attacca, Tajani frena Salvini Mentre gli ospedali gestiscono l’emergenza sanitaria, a Roma la tragedia riaccende una durissima polemica politica interna alla maggioranza di centrodestra sul tema delle seconde generazioni e dell’immigrazione.
Intervenendo alla Scuola di Formazione Politica della Lega, il vicepremier Matteo Salvini ha rilanciato la linea dura, proponendo una riforma radicale: “Se commetti un reato grave un Paese serio ti revoca il permesso di soggiorno, la cittadinanza e ti espelle immediatamente. Non possiamo dare contratti a vita”.
A stretto giro è arrivata però la secca correzione dell’altro vicepremier, Antonio Tajani. Parlando a margine del congresso di Forza Italia in Calabria, il leader azzurro ha smontato la ricostruzione del capo della Lega con un richiamo ai fatti: “Chi è stato protagonista dell’evento di ieri non aveva un permesso di soggiorno: era cittadino italiano”, ha tagliato corto Tajani, invitando a non confondere i piani. Sulla stessa linea di prudenza Maurizio Lupi (Noi Moderati), che ha esortato gli alleati ad attendere l’esito delle indagini della magistratura “senza cedere alla paura e a facili reazioni istintive”.