Berna riavvia le riammissioni in Italia dopo quasi quattro anni di blocco, mentre in Germania il trasferimento di una ventiduenne somala viene sospeso grazie al rifugio garantito da una comunità evangelica bavarese.
Il tema dei trasferimenti previsti dalle norme europee sull’asilo e dal recente Patto europeo sulla migrazione e l’asilo (Geas) registra sviluppi rilevanti su due fronti cruciali: la Svizzera e la Germania.
LA SVIZZERA RIPRENDE I TRASFERIMENTI: VOLI PRENOTATI PER FINE AGOSTO
Dopo l’interruzione iniziata nel dicembre 2022 (quando l’Italia sospese la riammissione dei richiedenti asilo provenienti da altri Paesi europei), la Confederazione Elvetica si appresta a riavviare i trasferimenti verso il territorio italiano:
- Annuncio della SEM: Magdalena Baker, portavoce della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), ha confermato che i primi voli sono stati prenotati e la pratica prenderà il via a fine agosto.
- Modalità graduale: Il processo ricomincerà in forma sostenibile e per casi isolati, concentrandosi anzitutto sulle persone giunte dopo l’entrata in vigore del nuovo Patto UE (12 giugno).
- I numeri del blocco: Durante i quattro anni di stop, la Svizzera contava 3.784 trasferimenti sospesi. Il 40% degli interessati ha ottenuto protezione in Svizzera, oltre 1.300 hanno ancora procedure in corso e 652 rappresentano il bacino residuo che la Confederazione potrebbe ancora trasferire.
GERMANIA: RAGAZZA SOMALA ACCOLTA IN RIFUGIO ECCLESIASTICO A NORIMBERGA
A Norimberga (Baviera), il trasferimento forzato in Italia di una ragazza somala di 22 anni di nome Faduma è stato bloccato attraverso l’istituto del Kirchenasyl (asilo ecclesiastico):
- L’intervento dell’associazione: Stephan Reichel, presidente dell’associazione “Mateo – Kirche und Asyl”, ha confermato l’accoglienza della giovane presso una chiesa evangelica bavarese per proteggerla dall’espulsione programmata dalle autorità della Bassa Franconia.
- Le motivazioni: La famiglia di Faduma risiede già in Germania con status di rifugiati. L’associazione chiede la cancellazione definitiva del trasferimento e contesta la struttura del nuovo regolamento europeo Geas, auspicando una revisione che preveda quote fisse di distribuzione tra i Paesi dell’Unione.
- Le dichiarazioni della giovane: “Sono molto felice di essere al sicuro. Adesso il tempo orribile della fuga è finito”, ha riferito la ventiduenne all’ANSA tramite l’associazione.