Non c’è pace per i Mondiali di calcio nordamericani del 2026. Dopo i fronti aperti in geopolitica e diplomazia, il ciclone Donald Trump si abbatte con violenza inaudita direttamente sulla FIFA, travolgendo l’autonomia dello sport e scatenando una delle più gravi crisi istituzionali della storia del calcio moderno.
Il presidente degli Stati Uniti ha ammesso pubblicamente di aver telefonato al numero uno della FIFA, Gianni Infantino, per fare pressioni e chiedere la revoca della squalifica del bomber statunitense Florian Balogun. Poche ore dopo la chiamata, la Commissione Disciplinare ha incredibilmente applicato un congelamento della sanzione, consentendo al giocatore di scendere in campo questa notte a Seattle nel decisivo ottavo di finale contro il Belgio.
Il retroscena: «L’arbitro era sospetto, ho chiesto una revisione»
Il caso è esploso dopo le rivelazioni del New York Times, poi confermate con orgoglio dallo stesso capo della Casa Bianca. Balogun era stato espulso al 64′ del sedicesimo di finale contro la Bosnia a causa di un duro contrasto con il difensore del Sassuolo Tarik Muharemovic. Una decisione che avrebbe dovuto comportare la squalifica automatica per l’ottavo di finale.
Donald J. Trump: «È vero, ho chiamato la FIFA. Ma non ho detto loro cosa fare. Ho solo chiesto la revisione di una decisione sbagliata: non era affatto fallo. L’arbitro che lo ha espulso durante la partita con la Bosnia era un po’ sospetto e ho chiesto un controllo. Non si possono escludere dalla competizione i migliori giocatori per un errore evidente».

La pezza della FIFA e l’ira dell’UEFA: «Superata una linea rossa»
Per aggirare la squalifica automatica, gli organi giudiziari della federazione internazionale hanno rispolverato una piega del regolamento – l’articolo 27 del Codice Disciplinare –, congelando la sanzione e subordinandola a un “periodo di prova” di un anno.
Una mossa che ha scatenato la durissima reazione dell’UEFA guidata dallo sloveno Aleksander Ceferin:
LO SCONTRO ISTITUZIONALE FIFA-UEFA ├── LA POSIZIONE UEFA ──► “Siamo allo sconcerto. È stata violata la certezza delle regole e la │ squalifica automatica per espulsione. L’integrità del Mondiale è compromessa”. ├── LA DIFESA DI INFANTINO ─► “Sì, ho ricevuto la telefonata di Trump come ne ricevo da ogni capo di Stato. │ Ma i nostri organi interni sono indipendenti, io rispetto le loro decisioni”. └── IL PRECEDENTE CREATO ──► L’UEFA attacca: d’ora in poi ogni squadra colpita da un cartellino rosso esigerà lo stesso identico trattamento di favore, alterando il torneo.
Belgio sotto shock, Rudi Garcia ironizza: «Pesce d’aprile a luglio?»
La decisione ha provocato un vero e proprio terremoto politico e sportivo in Belgio, paese che stanotte dovrà affrontare gli USA sul campo e che si trova davanti un avversario che ha schierato il suo uomo migliore (Balogun ha già segnato 3 reti nel torneo) grazie a un intervento politico.
Il Premier belga Maxime Prévot ha liquidato la vicenda come una “decisione incomprensibile”, mentre la Federcalcio di Bruxelles ha denunciato di essere stata completamente ignorata dalla FIFA: «Hanno respinto ogni nostra richiesta di chiarimenti».
Durissimo e colmo di sarcasmo il commento del Commissario Tecnico dei belgi, il francese Rudi Garcia:
Rudi Garcia: «Sinceramente credevo che il pesce d’aprile non si festeggiasse a luglio. Evidentemente nel calcio di oggi tutto è diventato possibile».
Mentre il CT degli Stati Uniti, Mauricio Pochettino, difende il diritto del proprio attaccante a giocare la partita, i social network mondiali sono stati invasi da meme e vignette satiriche. La più virale mostra Trump al telefono che ordina a Infantino un nuovo regolamento personalizzato: “Ora vogliamo giocare in 15, con le nostre porte più piccole e con la possibilità per la Nazionale USA di usare le mani”. Un’ironia amara che fotografa una Coppa del Mondo che, sul piano della credibilità, ha già perso la sua sfida più importante.