UNIFIL documenta violazioni aeree e terrestri; Il Presidente Aoun: “L’opzione della guerra va accantonata”.
Israele ha dato il via alla costruzione di un nuovo muro di separazione lungo la contesa Linea Blu con il Libano. Media libanesi hanno diffuso foto che mostrano i lavori in corso nel settore centrale della linea di demarcazione, in particolare nella località di Yarun, di fronte all’area israeliana di Yiron. L’intervento avviene in un territorio contestato tra i due Paesi formalmente in stato di guerra.
L’escalation della tensione è costantemente monitorata dalla Forza di interposizione delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL). La missione ha segnalato una serie di recenti violazioni, documentando il rilevamento di oltre 88 veicoli israeliani, inclusi carri armati Merkava, all’interno della sua area operativa, oltre a sorvoli di droni e aerei militari sulle postazioni ONU. Inoltre, l’UNIFIL ha rinvenuto razzi, due tunnel e due mine anticarro, tutti segnalati all’esercito libanese.
Sul fronte politico, il Presidente del Libano, Joseph Aoun, ha reso noto che Israele non ha ancora fornito alcuna risposta in merito alla possibilità di negoziati per porre fine all’occupazione di postazioni da parte delle truppe israeliane oltre la Linea Blu.
“La logica della forza non è più utile e dobbiamo ricorrere alla forza della logica,” ha dichiarato Aoun, sottolineando che l’opzione della guerra deve essere categoricamente “accantonata”. Il Presidente ha poi invitato la classe politica libanese a superare “inutili conflitti interni” in vista delle elezioni parlamentari previste per maggio 2026, mettendo in guardia contro chi fomenta il “mostro settario e religioso” per interessi privati.
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è intervenuto a gamba tesa nella politica interna israeliana, inviando una lettera al Presidente israeliano Isaac Herzog con l’invito a concedere la grazia al Primo Ministro Benjamin Netanyahu, attualmente sotto processo. Trump ha definito il procedimento a carico di Netanyahu “politico e ingiustificato”, esprimendo la sua “massima stima” per l’alleato.
L’ufficio del Presidente Herzog ha risposto in modo cauto ma formale. Pur riconoscendo la stima di Trump, ha precisato che “chiunque chieda la grazia presidenziale deve presentare una richiesta formale secondo le procedure stabilite”.
Il leader dell’opposizione israeliana, Yair Lapid, ha colto l’occasione per ricordare i requisiti legali. “La legge stabilisce che la prima condizione per ricevere la grazia è l’ammissione di colpa e l’espressione di rimorso per le proprie azioni,” ha commentato Lapid, ponendo un chiaro ostacolo all’eventuale concessione.