Si apre un duro scontro tra Madrid e Roma dopo la decisione dell’Italia di ripristinare i controlli di frontiera per i flussi dalla Spagna a seguito del massiccio ingresso di migranti nell’exclave di Ceuta. Alla richiesta di revoca immediata da parte del governo Sánchez, Palazzo Chigi e il Viminale rispondono confermando la misura almeno fino a dopo Ferragosto.
1. L’ultimatum di Madrid: “Stop ai controlli entro domenica o contromisure”
In una nota ufficiale emessa dopo un vertice di governo presieduto dal premier Pedro Sánchez, la Moncloa ha chiesto all’Italia di rimuovere entro domenica 9 agosto i controlli temporanei alle frontiere:
- Critica al provvedimento: Il governo spagnolo definisce la sospensione di Schengen “un’azione ingiusta, discriminatoria e priva di precedenti recenti”, sottolineando che nessun migrante entrato a Ceuta avrebbe potuto raggiungere l’area comunitaria continentale in virtù dello status speciale dell’exclave.
- Minaccia di ritorsioni: In assenza di una revoca entro i termini fissati, la Spagna ha annunciato l’adozione di “misure proporzionate per tutelare la dignità e gli interessi dei propri cittadini”.
- Posizione di Albares: Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha dichiarato che la situazione a Ceuta e Melilla è sotto controllo e non giustifica la sospensione della libera circolazione.
2. La risposta di Palazzo Chigi e del Viminale: “Niente diktat”
La replica italiana è arrivata a stretto giro attraverso le note di Palazzo Chigi e le dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi:
- Nessun ultimatum accettato: Palazzo Chigi ha ribadito che “l’Italia non accetta ultimatum o imposizioni dall’estero su sicurezza nazionale e controllo dei confini”, pur precisando di non nutrire pregiudizi verso il governo spagnolo e auspicando un dialogo costruttivo.
- Verifica dopo il 15 agosto: Il ministro Piantedosi ha confermato che i controlli rimarranno in vigore almeno fino a dopo la metà di agosto. La decisione si basa su report dell’intelligence (condivisi anche da organi spagnoli) relativi al rischio di un nuovo assalto di massa ribattezzato “al-hajma” (“l’offensiva”) promosso sui social network marocchini per il 15 agosto.
“L’8 agosto sarà presto proclamata ‘Giornata europea per le vittime sul lavoro’: una giornata per riaffermare la dignità del lavoro, per rinnovare l’impegno per garantire condizioni eque ai lavoratori europei ed extra-europei che rispettano le regole e contribuiscono al benessere delle nostre società, per affermare che in Europa non c’è spazio alcuno per chi alimenta i canali dell’immigrazione clandestina per avere manodopera a basso costo e rivedere al ribasso i diritti”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel videomessaggio all’evento “Marcinelle 1956-2026 – The Europe of Work, Peoples and Dignity”, in occasione del 70° anniversario della tragedia di Marcinelle.
3. La situazione sul campo a Ceuta
Mentre la politica discute sulle ripercussioni europee, nell’exclave spagnola in Nord Africa la tensione resta alta:
- Misure straordinarie di sicurezza: Madrid ha inviato ulteriori reparti della polizia antisommossa (portando a 225 gli agenti impiegati), affiancati da 200 gendarmi della Guardia Civil e da 2.000 militari della Difesa equipaggiati con droni ed elicotteri.
- Rimpatri e bilancio delle vittime: Nonostante la maggior parte degli ingressi sia stata respinta o rimpatriata, nell’exclave rimangono centinaia di persone (tra cui molti minori). Il bilancio delle vittime ufficiali nei tentativi di traversata mare/terra sale a 82 morti (con ONG e opposizione del Partido Popular che stimano cifre fino a 150), incluso un giovane deceduto precipitando in mare con un parapendio nel tentativo di superare le barriere d’accesso.