Forte escalation verbale e diplomatica tra la Federazione Russa e la NATO. Attraverso una nota ufficiale inviata dal canale diplomatico dell’Ambasciata russa in Belgio al Segretariato dell’Alleanza Atlantica, Mosca ha denunciato il presunto sviluppo di piani di “isolamento e blocco” per l’exclave di Kaliningrad, avvertendo di essere pronta a utilizzare l’intero arsenale di armi a disposizione — inclusa la componente nucleare — per difendere la sovranità del proprio territorio sul Mar Baltico.
La minaccia di Mosca e la replica dell’Alleanza Atlantica
Nello specifico, la diplomazia russa punta il dito contro l’incremento delle esercitazioni e le operazioni sul fianco orientale dell’Alleanza:
- L’accusa sulle manovre nel Baltico: Mosca accusa la NATO di condurre manovre offensive e di testare il blocco della navigazione internazionale tramite iniziative come l’operazione “Baltic Sentry”, finalizzata a simulare il distacco dell’oblast di Kaliningrad dal resto della Russia.
- La risposta della NATO: L’Alleanza Atlantica ha respinto fermamente le accuse tramite il proprio portavoce, ribadendo la natura esclusivamente difensiva dell’organizzazione: “Nessuna delle nostre attività o esercitazioni rappresenta una minaccia per alcuna parte del territorio della Federazione Russa.”
- L’attacco di Lavrov: Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov è tornato ad accusare le cancellerie europee di condurre “una guerra diretta contro la Russia”.
Putin firma l’ampliamento delle forze armate: 15.500 soldati in più
Mentre cresce la tensione con la NATO, il presidente Vladimir Putin ha firmato un nuovo ordine esecutivo per potenziare gli effettivi dell’esercito russo:
- Incremento del personale: L’organico delle forze armate in servizio attivo aumenta di 15.500 unità, portando il totale dei militari di leva e di carriera a 1,55 milioni (2,44 milioni conteggiando il personale amministrativo e civile).
- Nessuna mobilitazione generale: L’intervento rientra nei periodici adeguamenti delle forze armate (che nell’ultimo anno hanno visto un aumento complessivo di oltre 52mila unità) e si affianca al reclutamento su base regionale, senza configurare la temuta mobilitazione straordinaria.
Precipita un bombardiere strategico Tu-95: 6 morti nell’Estremo Oriente
A completare la giornata di alta tensione sul fronte militare russo, un bombardiere strategico Tupolev Tu-95 si è schiantato nell’Estremo Oriente del Paese durante un volo di addestramento programmato. L’incidente ha causato la morte dei 6 membri dell’equipaggio a bordo. Le autorità militari hanno aperto un’inchiesta per accertare le cause del guasto tecnico.