MA DI MAIO PROMETTE BATTAGLIA IN PARLAMENTO. IRA CONTE CONTRO LEGA. PREMIER, NON SIAMO PASSACARTE
E’ durato 4 ore il consiglio dei ministri. E’ stata la riunione più difficile da quando è nato il governo gialloverde. Salvini ottiene lo stralcio di gran parte del salva-Roma, ma il M5S annuncia battaglia in sede di conversione del decreto in Parlamento. Ad alzare la tensione e’ la richiesta di dimissioni da parte dei pentastellati del sottosegretario leghista Siri, indagato. Passa la norma sui rimborsi ai risparmiatori truffati delle banche. Il tetto dell’indennizzo diretto aumenta da 100mila a 200mila.
Alla fine di un lunghissimo e tesissimo consiglio dei ministri Matteo Salvini è riuscito ad ottenere lo stralcio di gran parte della norma Salva Roma dal decreto crescita. Ma non è bastato a affievolire le tensioni. Il M5S ha annunciato battaglia in sede di conversione di legge del decreto e ha confermato la sua posizione sulla vicenda Siri. Salvini aveva annunciato lo stralcio del Salva Roma davanti a Palazzo Chigi, poco prima del Cdm, parlando con i giornalisti. La cosa aveva fatto saltare i nervi al presidente del Consiglio, che in riunione, a Salvini, avrebbe detto: “Non siamo tuoi passacarte”. Il M5S ha riproposto il caso Siri, sostenendo, come del resto sta facendo da giorni, la necessita’ che il sottosegretario leghista si dimetta.
Che si trattasse di una riunione difficile lo si era capito subito. Alle 20 a presentarsi a palazzo Chigi c’erano al completo i ministri leghisti mentre tra i M5S erano presenti solo Alberto Bonisoli, Elisabetta Trenta e Barbara Lezzi. Luigi Di Maio è arrivato alle 21, dopo la registrazione del suo intervento alla trasmissione “diMartedi’”.
“La Lega e’ soddisfatta, i debiti della Raggi non saranno pagati da tutti gli italiani ma restano in carico al sindaco”, dice Salvini a fine serata. “La norma e’ stata approvata a meta’, con i commi 1 e 7. E’ un punto di partenza, sul resto decideranno le Camere”, dicono i pentastellati. Dal Campidoglio, la sindaca Raggi aveva detto che se la norma non sarebbe passata la Lega avrebbe fatto un dispetto a tutti i romani. Via libera, invece, alla norma sui rimborsi ai risparmiatori truffati delle banche. Il tetto dell’indennizzo diretto aumenta da 100mila a 200mila.
“Per quel che mi riguarda assolutamente si'”. Cosi’ il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, risponde a chi gli chiede se il sottosegretario alle Infrastrutture, Armando Siri, debba rimanere al suo posto, nonostante il pressing di M5S per le sue dimissioni dopo le notizie del suo coinvolgimento in una indagine per corruzione. “Siamo assolutamente tranquilli”, afferma Salvini e aggiunge: “Abbiamo piena fiducia nell’efficienza, nell’imparzialita’ e nella velocita’ della magistratura italiana. Detto questo in uno stato di diritto si e’ colpevoli se si viene condannati, non se si finisce sui giornali”.