Frizione massima tra Washington e Teheran con la scadenza dell’accordo di Islamabad e le minacce sullo Stretto di Hormuz. In Libano raid dell’Idf causano 11 vittime dopo il ferimento di soldati israeliani, mentre Hamas chiede all’inviato USA Kushner di mediare un piano per Gaza.
Quadro geopolitico ad alta tensione in Medio Oriente, segnato dalla contemporanea scadenza della fragile tregua Usa-Iran e da una grave recrudescenza degli scontril lungo il fronte libanese.
USA-IRAN: STRETTO DI HORMUZ AL CENTRO DELLO SCONTRO
I Mesi di tregua sanciti dall’Accordo di Islamabad scadono ufficialmente senza che sia stato raggiunto un intesa per la proroga. La crisi ruota attorno al controllo dello Stretto di Hormuz, snodo strategico da cui transita un quinto delle risorse energetiche mondiali:
- Dichiarazioni Usa: Il presidente Donald Trump ha annunciato l’intenzione di designare “molto presto” lo stretto come territorio statunitense, imponendo un blocco navale per isolare l’economia iraniana.
- Reazione di Teheran: Il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi e i vertici militari iraniani hanno respinto gli annunci di Washington, confermando che il blocco dello stretto proseguirà.
- Misure sanzionatorie e “Taglia”: Il comandante dell’esercito iraniano Amir Hatami ha annunciato una ricompensa di 30.000 dollari per chiunque catturi o uccida un soldato americano. Sul fronte opposto, il Tesoro USA guidato da Scott Bessent si appresta a varare nuove ed estreme restrizioni economiche.
ESCALATION IN LIBANO: RAID ISRAELIANI E 11 VITTIME
Tensioni altissime nella Zona di Sicurezza nel sud del Libano a seguito di un attacco sferrato da Hezbollah con droni esplosivi che ha ferito gravemente tre soldati del commando Maglan dell’Idf.
La risposta dell’esercito israeliano contro un quartier generale della forza Radwan di Hezbollah a Deir al-Zahrani ha provocato 11 morti. Tra le vittime figurano due alti ufficiali della milizia sciita: Ali Samir Al-Haj Hassan (rimasto ucciso assieme alla propria famiglia che si trovava nel complesso) e Ali Muhammad Fakhr al-Din (noto come Abu Hassan Alaa). Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno difeso le operazioni, mentre l’inviato USA Jared Kushner è giunto nella regione per evitare il totale deragliamento dei colloqui di pace previsti a Roma.
GAZA: HAMAS CHIEDE L’INTERVENTO DEL “BOARD OF PEACE”
Parallelamente agli sviluppi in Libano, la leadership di Hamas si è confrontata in Egitto con Jared Kushner. L’organizzazione palestinese ha rivolto un appello al Board of Peace affinché si esercitino pressioni su Israele per l’accettazione di un piano di pace definitivo per Gaza, confermando contestualmente la propria disponibilità all’impegno sul disarmo nell’area.