Doppio fronte di tensione interno alla maggioranza di governo. Da un lato, il dibattito sull’adesione al SAFE (Security Action for Europe) — il fondo europeo da 150 miliardi per erogare prestiti a tassi agevolati destinati all’industria della difesa — ha innescato uno strappo tra Forza Italia e la Lega. Dall’altro, scontro aperto tra Fratelli d’Italia e gli azzurri al Senato sul tema della giustizia e delle intercettazioni “a strascico”.
Il dossier SAFE per la difesa: l’annuncio di Tajani e i paletti della Lega
In audizione parlamentare, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha aperto all’utilizzo del fondo europeo SAFE:
- L’annuncio e la retromarcia: Tajani ha inizialmente dichiarato l’intenzione di chiedere un intervento da 14,9 miliardi di euro. Poco dopo ha ridimensionato la portata dell’annuncio, precisando che la somma è stata soltanto “prenotata” dall’Italia (tramite lettera inviata nei mesi scorsi dal ministro Giorgetti) e che l’impiego effettivo a fine anno sarà inferiore (tra 6 e 9 miliardi).
- La posizione della Difesa: Il ministro Guido Crosetto ha chiarito che il SAFE rappresenta una “scelta puramente tecnica”. Non si tratta di spesa aggiuntiva al bilancio, ma di uno strumento alternativo all’emissione di titoli di Stato (BoT e CcT) per finanziare la spesa militare a tassi più vantaggiosi.
- L’altolà della Lega: Il Carroccio ha frenato bruscamente. Il vicepresidente del Senato Gianmarco Centinaio e il senatore Claudio Borghi hanno ribadito che l’ultima parola spetta al Parlamento e che le priorità per famiglie e imprese non devono essere travolte dalle spese per il riarmo.
- L’attacco delle opposizioni: Per il PD il governo si trova nel “caos”, mentre il leader del M5S Giuseppe Conte ha accusato l’esecutivo di trovare risorse per le armi ipotecando il futuro del Paese anziché intervenire sul caro benzina.
Giustizia: strappo sulle intercettazioni “a strascico” Regione autonoma Valle d’Aosta
Al Senato si è riaperto il braccio di ferro sulla disciplina delle conversazioni telefoniche (articolo 270 c.p.p.) contenuta nel DDL Giustizia e Migrazione:
- L’iniziativa di Fratelli d’Italia: I senatori di FdI (Berrino e Sisler) hanno ripresentato in Aula gli emendamenti sollecitati dal Procuratore Nazionale Antimafia Gianni Melillo. Le modifiche puntano ad allargare l’utilizzabilità dei risultati delle intercettazioni anche in procedimenti diversi da quelli per cui erano state autorizzate, in presenza di “reati spia” collegati a mafia, terrorismo e criminalità organizzata.
- Il muro di Forza Italia: Gli azzurri hanno fatto barricate. Tajani ha definito la misura contraria alla linea garantista del partito e inammissibile sul piano del metodo. La decisione finale sul fascicolo degli emendamenti e sulla loro ammissibilità passa ora al vaglio della Presidenza del Senato guidata da Ignazio La Russa.