Il dibattito sul terzo mandato per i presidenti di Regione si accende, con Fratelli d’Italia che apre le porte alla Lega, scatenando reazioni contrastanti all’interno della maggioranza. Mentre il Carroccio plaude alla “scelta saggia” di FdI, Forza Italia mantiene una posizione più cauta, ribadendo la propria contrarietà all’abolizione del limite di mandati.
L’apertura è arrivata dal responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, al termine dell’Esecutivo nazionale del partito. “Non c’è una preclusione ideologica ad affrontare il tema del terzo mandato, se viene posto dalle Regioni,” ha dichiarato Donzelli, sottolineando la necessità di una “riflessione nazionale” anziché iniziative regionali isolate. Ha aggiunto che una discussione potrebbe aprirsi “anche prima delle regionali,” senza escludere alcun tempismo. Questa posizione è stata accolta con favore dalla Lega, con il responsabile federale enti locali, Stefano Locatelli, che ha definito la disponibilità di FdI una “scelta saggia all’insegna dell’autonomia e della leale collaborazione istituzionale.” Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha interpretato le parole di Donzelli come “un’apertura,” pur riconoscendo la difficoltà di raggiungere l’unanimità tra le Regioni sul tema.
La posizione di Forza Italia, tuttavia, diverge. Maurizio Gasparri, capogruppo di FI al Senato, ha ribadito la contrarietà del partito al terzo mandato, dichiarando: “Non si cambia, sentirò Donzelli.” Anche Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, pur dicendosi pronto a confrontarsi all’interno della coalizione, ha chiarito che il suo partito rimane “contrario al terzo mandato,” esprimendo perplessità di fronte a iniziative delle singole Regioni.
Parallelamente al dibattito sui mandati, la premier Giorgia Meloni è intervenuta sulla campagna referendaria, definendola una “storia interna alla sinistra” e ribadendo il “diritto all’astensione.” La presidente del Consiglio si è detta inoltre “contrarissima” a dimezzare i tempi per la cittadinanza. Il Partito Democratico, dal canto suo, ha fissato a 12 milioni di voti l’affluenza necessaria per “annunciare lo sfratto” alla premier.
Il dibattito sul terzo mandato si inserisce in un clima di crescente tensione politica in vista delle prossime elezioni regionali. Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha pressato il centrodestra affinché trovi rapidamente soluzioni per le candidature in Regioni chiave come Veneto, Toscana, Campania e Puglia, sottolineando l’importanza di confermare governatori uscenti di successo come Francesco Acquaroli nelle Marche. La premier Meloni ha espresso fiducia in un “risultato positivo” alle prossime regionali, pur precisando che l’esito non sarà “un elemento dirimente per la tenuta della legislatura.”
Non è mancata la dura critica di Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che ha accusato la premier Meloni di aver “cambiato idea” sul terzo mandato “sulla base della propria convenienza personale,” ipotizzando una strategia per creare caos nel centrosinistra in Campania e risolvere problemi interni alla Lega con la conferma di Zaia. “Giorgia Meloni non ha valori e non crede in niente. Ma sposa tutte le idee che possono farla galleggiare,” ha sentenziato Renzi.