Il dibattito sul terzo mandato per i presidenti di Regione infiamma la maggioranza di governo, con posizioni divergenti che emergono chiaramente in vista di un possibile emendamento al Ddl sui consiglieri regionali. Mentre Fratelli d’Italia si mostra aperto alla discussione, Forza Italia si dice contraria e Noi Moderati ribadisce il suo “no” categorico, evidenziando le profonde spaccature interne.
Il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Alberto Balboni (FdI), ha confermato la compatibilità di un eventuale emendamento sul terzo mandato con il Ddl sui consiglieri regionali. “Secondo me sì,” ha dichiarato Balboni a Palazzo Madama. “Questo è un Ddl di iniziativa parlamentare che parla di Regioni, come si fa a dire che non è compatibile un eventuale ipotetico emendamento che modifica il numero dei mandati del presidente? Qualsiasi giurista o costituzionalista dirà che è ammissibile. Dopo di che, che venga presentato o meno non dipende da me.”
La posizione di Forza Italia è stata ribadita con fermezza dal vicepremier e leader del partito, Antonio Tajani. Interpellato a margine di un evento alla Camera, Tajani ha tagliato corto: “La Lega può presentare l’emendamento che vuole, noi non lo votiamo”. Una chiusura netta che lascia poco spazio a interpretazioni sull’intenzione di FI di non appoggiare una modifica in tal senso.
Balboni ha inoltre rivelato che, al rientro di Giorgia Meloni dal G7, ci sarà un vertice di maggioranza per affrontare la questione. “Il mio partito ha detto giustamente che non è una questione ideologica, che ci possono essere ragioni di opportunità da valutare. Se c’è una proposta la valuteremo. La proposta io ancora non l’ho letta,” ha spiegato il senatore di FdI, suggerendo una potenziale apertura alla discussione interna al partito della premier.
Decisamente più critica la posizione di Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, che a Rtl 102.5 ha ribadito la ferma opposizione del suo partito. “La posizione della Lega sul terzo mandato è da sempre chiara, così come la posizione di Noi Moderati,” ha affermato Lupi. “Crediamo che bisogna dare più poteri all’esecutivo. In questo caso, i governatori hanno un grande potere per dieci anni, due mandati sono sufficienti perché loro possano attuare il loro programma e perché ci possano essere anche le giuste contrapposizioni e balance che le democrazie richiedono. Quindi, secondo me, quella è la strada giusta.”
Lupi ha poi sollevato un’obiezione logica, evidenziando una potenziale disparità: “Poi, non si capisce perché il terzo mandato deve essere dato ai presidenti di Regione ma non ai sindaci delle grandi città. Mi sembra che il tema sia, come sempre, cercare di riavvicinare i cittadini alla politica. Per farlo, la politica deve decidere ma contemporaneamente non è che possiamo avere un uomo solo al comando per trent’anni, perché è un errore.”
Nonostante le divergenze, Lupi ha cercato di smorzare i toni, assicurando che non ci saranno divisioni irreparabili all’interno della coalizione: “Noi non siamo d’accordo e ne abbiamo discusso, ma credo che ne parleremo senza problemi. Certamente non ci divideremo su queste cose. Il tempo stringe solo perché ci sono le elezioni in Veneto, mi sembra. Certamente, ci sono anche altri problemi che sono sotto gli occhi di tutti, e ci sono le grandi sfide che abbiamo davanti. Quindi occupiamoci anche di altre cose.”