Le autorita’ di Tobruk si sono scagliate contro la riapertura dell’ambasciata italiana a Tripoli definendola una ‘nuova occupazione’. Immediata la risposta da parte italiana: ‘Il sedicente ‘governo’ di Tobruk guidato da al-Thani non e’ un’entita’ riconosciuta dalla comunita’ internazionale e mira solo a creare tensioni attraverso strumentalizzazioni. Il Consiglio presidenziale del governo libico di intesa nazionale di al Sarraj, l’unico riconosciuto internazionalmente, ha incaricato le forze armate di ristabilire l’ordine dopo il tentato golpe.
Il ministero degli Esteri del governo che controlla la parte orientale della Libia ha definito la riapertura dell’ambasciata italiana e l’arrivo dell’ambasciatore italiano Giuseppe Perrone a Tripoli come “una occupazione militare”. In una nota “molto urgente” indirizzata “a tutte le ambasciate e i consolati libici all’estero, il governo, guidato da Abdullah Al-Thani, condanna “il ritorno militare dell’ambasciata italiana nella capitale”, come scrive oggi Libya Observer che pubblica anche una copia del documento con data 11 gennaio. “Una nave militare italiana carica di soldati e munizioni è entrata nella acque territoriali libiche. Si tratta di una chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite e una forma di reiterata aggressione”, si legge nella nota, in riferimento a notizie seccamente smentite da Roma.
Il sedicente ‘governo’ di Tobruk guidato da al-Thani non e’ un’entita’ riconosciuta dalla comunita’ internazionale e mira solo a creare tensioni attraverso “strumentalizzazioni” che i media possano montare. Cosi’ fonti italiane vicino al dossier inquadrano all’ANSA la presa di posizione di Tobruk contro la riapertura dell’ambasciata italiana a Tripoli. Gli stessi ambienti sottolineano come l’unica autorita’ legittima e riconosciuta in Libia sia il Consiglio Presidenziale insediato a Tripoli sotto la guida del premier Fayez al Sarraj, sostenuto dall’Onu.
Gia’ nei giorni scorsi, d’altra parte, le forze presenti a Tobruk hanno cercato di strumentalizzare l’invio della nave San Giorgio della Marina Militare italiana che – inquadrata nell’Operazione Sophia di EunavforMed, e assieme alla nave olandese Rotterdam – ha il compito di addestrare personale della Guardia Costiera libica su richiesta del governo di Tripoli.